We’re changing name….(cambiamo nome)
- Postato da: Anselmo Guerrieri Gonzaga, Eventi
Tra una settimana apriremo il nostro blog nella versione Inglese, grazie al plugin di Word Press la piattaforma su cui si basa questo blog, ed assieme a Sergio Venturetti di Evoluzione Telematica, la nostra agenzia internet, ci siamo posti il problema del nome. La soluzione è stata invertire i nomi esistenti e da oggi Qui Bene Bibit il blog della Tenuta San Leonardo diventa San Leonardo’s Blog (Qui Bene Bibit). In effetti ad un Coreano Qui Bene Bibit non ha, a meno che non abbiamo studiato il Latino, nessun significato.
Quando abbiamo iniziato la nostra avventura in vesti di “blogger” un anno fa non ci eravamo posti il problema ma aprendo il nostro blog a tutti i nostri appassionati residenti all’estero abbiamo dovuto prendere una decisione. Ad oggi i nostri vini vengono distribuiti in 46 paesi ed il nostro fatturato si basa per il 75% sull’estero e quindi il blog diventa uno straordinario strumento di comunicazione non solo con gli appassionati ma anche con tutta la nostra forza vendita, perchè i primi ambasciatori sono proprio loro. Non ho mai fatto il conteggio di quante persone vendano il San Leonardo in giro per il mondo ma avendo più di 50 importatori stimo che siano almeno 1500/2000 e tenerle aggiornate sulla nostra azienda diventa un dovere, specie in questi tempi di comunicazioni così aggressive da parte di moltissime aziende, e se si può farlo in maniera più divertente, rilassata e speriamo appassionante molto meglio no?!
Ho dato un’occhiata in questi giorni a molti blog internazionali anche per farmi venire in mente qualche idea su come cambiare il nome, e devo dire che con grande tristezza ho notato come i nostri blog “Italiani” siano asolutamente snobbati. A parte pochissimi nomi come quelli di di Ziliani VinoalVino e di Gori DaBurde che si possono trovare nei blog roll internazionali gli altri sembrano non esistere, per non parlare poi di quelli delle aziende che sono assolutamente assenti forse proprio per il problema della lingua e quindi spero che altri colleghi prendano la decisione, ahimè un pò onerosa e faticosa, di tradurre i loro blog nella lingua di tutti cioè l’inglese, di modo che l’Italia bloggante sia più forte e si guadagni il posto che gli spetta. Ovviamente noi ci siamo appoggiati ad uno studio esterno anche perchè il tempo è sempre poco, l’azienda si chiama Traduzioni Liquide, il nome fa ben sperare e vedremo come riusciranno a tradurre mantenendo un linguaggio familiare insomma da blogger.
E’ impressionante constatare quante realtà australiane, neozelandesi, americane etc… stiano comunicando in maniera così incisiva attraverso la rete e noi ci chiudiamo nel nostro cortile di casa a scambiarci commenti e idee per quanto interessanti però sempre e solo tra di noi. Non voglio assolutamente far polemica anche perchè non è nel nostro stile ma spero che altre aziende come la nostra raccontino del loro pezzo d’Italia perchè del nostro paese sui blog internazionali se ne parla davvero troppo poco e invece questo è il momento di fare squadra e raccontare delle bellezze e delle bontà della nostra terra e di attirare l’attenzione sul belpaese e magari di sgraffignare un pò di quote di mercato ai nostri “nemici”.
E quindi a tutti i blogger che hanno voluto aggiungere Qui Bene Bibit nel loro blog roll in passato chiedo cortesemente se possono cambiargli il nome da Qui Bene Bibit in San Leonardo’s Blog
Grazie!

Il problema spesso non è la traduzione dall’italiano all’inglese, ma il contenuto della conversazione. Se io parlo di cose sconosciute al di fuori del mio contesto, poco importa la lingua. Sono quindi i contenuti a doversi adattare ad un pubblico diverso, non trovi?
Postato da: gianpaolo aprile 18th, 2009Salve Giampaolo, penso che il 70% di quello che c’è scritto su un blog aziendale sia facilmente esportabile in termini di contenuti. Il problema sussiste se il blog è quello di un giornalista che parla di sistema italiano o di operatori strettamente legati al territorio, anche se sono convinto che vi è sempre qualcuno interessato. Ovviamente se parli di una riunione al Pellicano probabilmente non vi è interesse ma se parli del Vinitaly o del Cigliegiolo sono sicuro che i tuoi appassionati ne saranno incuriositi. A presto
Postato da: Anselmo Guerrieri Gonzaga aprile 19th, 2009Well said, keep up the great work.
Postato da: gallodidio aprile 19th, 2009Dico la mia: il fatto che non ci siano molti blog italiani nei blogroll della blogosfera del vino italiana è naturale: scriviamo in italiano, per cui un americano non capisce nulla dei nostri scritti. Quindi, non instauriamo nessun tipo di conversazione. Infatti: quanti blog stranieri sono linkati nei blogroll dei blog del vino italiani? Per conversare bisogna parlare la stessa lingua.
@Gianpaolo: i contenuti si devono adattare al pubblico diverso, per forza. Ma credo anche che il “parlare di cose sconosciute al di fuori del mio contesto” potrebbe essere invece una carta vincente
Postato da: fabio aprile 20th, 2009ciao Anselmo, cambiare nome mi sembra un’ottima scelta per quanto riguarda la visibilità del sito all’estero.
Postato da: andrea aprile 20th, 2009Il problema della traduzione in inglese di Percorsi di Vino me lo sto ponendo da molto tempo, il problema sono i costi visto che anche io dovrei appoggiarmi ad una società di traduzione…vedremo.
Intanto in bocca al lupo per la nuova avventura!
Salve Fabio, sono convinto che parlare delle proprie aziende e della propria vita (nel settore del vino) in questo caso, sia proprio ciò che la gente cerca. Non penso che tutte le aziende americane che hanno un blog si siano poste il problema di contenuti assolutamente universali, loro scrivono magari anche del “local wine show” o del loro cane o del loro nuovo cantiniere, poi siamo noi a decidere se ci interessa oppure no. Quindi non vedo troppi problemi sui contenuti ma capisco il problema del costo e del tempo ed ovviamente il fatto di parlare la stesa lingua, è ciò che fa avverare il tutto.
Postato da: Anselmo Guerrieri Gonzaga aprile 20th, 2009Comunque ci sono sicuramente più blog internazionali nei blogroll Italiani che viceversa…..
Ciao Andrea grazie del tuo commento e per quanto riguarda il tuo blog facci un pensierino a tradurlo e prova a contattare Traduzioni Liquide, magari se ci consorziamo in un pò possiamo spuntare un prezzo decente comunque sono stati assolutamente onesti con noi pensa che ci costa quasi la metà del nostro vecchio traduttore, vedremo il risultato comunque se ti interessa ci possiamo sentire Ciao.
Postato da: Anselmo Guerrieri Gonzaga aprile 20th, 2009ciao anselmo. complimenti per l’iniziativa. sono certo che ora molti più amanti del vino potranno partecipare alle bellissime conversazioni che stimoli di volta in volta.
Postato da: carlo aprile 20th, 2009next step, oltre all’inglese anche il latino, per non offendere gli antenati.
a presto e salute!
carlo