Come ieri oggi sio è conmiciata la giornata alla R. Mondavi con un seminario sui 2009 con un confronto con vini europei tra cui Ornellaia come rappresentante Italiano. Bella degustazione dove ho particolarmente apprezzato Groth 2009, poi un bellissimo Margaux 2006, tra gli altri vini c’era anche Mounton Rotschild che però in questa fase molto iniziale, era infatti un 2009, non mi è piaciuto.

Intorno alla degustazione parlavano i vari Wine makers o agronomi delle varie aziende con specifici riferimenti alle composizioni dei suoli e devo dire che è stato molto interessante ricercarli poi nei vini. Un cosa è chiara, almeno per il mio palato, che le anate più fresche anche nei vini americani, generano prodotti più complessi un pò meno concentrati e con acidità più marcate, insomma più eleganti.

La giornata è poi proseguita con una visita ed un ottimo lunch da Nickel e Nickel, un’azienda che crea solo “single vignards” attraverso tutta Napa e produce ben 14 vini differenti in una contina davvero strepitosa dal punto di vista estetico e pratico. Anche qui una certezza legata alla temperatura delle varie annata e l’ubicazione dei vigneti, mi sono piaciuti particolarmente i vini provenineti da terreni alle pendici delle montagne piuttosto che quelli della piana.

Siamo poi giunti nella famosa Opus One, cantina mito e simbolo del rinascimento enologico americano, l’incrocio di due filosofie, quella di Robert Mondavi e del Barone Philippe de Rotshild, che nel 1978 hanno generato il “mostro americano” per eccellenza. Da fuori l’azienda è assolutamente spettacolare con vigneti curati nei minimi particolari con sesti d’impianto molto diversi tra loro. La struttura è assolutamente fantascientifica e la cantina di conseguenza con 1000 barriques provenieneti da ben 14 fornitori diversi, si è poi proseguito con un bellissimo tasting di 4 annate l’80, 2001,2005,e 2009. L’introduzione alla dgustazione è stato molto affascinante con delle prove al naso di elementi tra cui cassis la vaniglia, la bret, la propoli, ed altri elementi per stuzzicare il naso.

I vini erano molto interessanti molto bello l’80 che conserva una buona vitalità, cosa che non avrei pensato visto il clima caldissimo di questa valle, e poi il 2005 davvero un vino magnifico, potentissimo come solo gli americani riescono ad essere ma con una vena di eleganza e freschezza che lo rendono davvero Opus One, ossia l’incrocio tra Francia ed America.

Ogni giorno che passa rimango sempre più ammirato dall’incredibile capacità di questi Californiani nell’arte della ricezione della comunicazione, sono riusciti a creare un fenomeno davvero unico! Infatti questa valle è il secondo luogo più visitato in America! Il gusto di questi vini forse non si avvicina al mio palato ma senz’altro si sposa con il mangiare americano e di conseguenza gli americani ne vanno matti e unito alla straordinaria bellezza del territorio alle wineries spettacolari ed a una professionalità unica, le vendite vanno a gonfie vele ed i prezzi sono davvero da capogiro, stiamo parlando di centinaia e centinai di $ a bottiglia!!!!

Share/Bookmark