lug 92008
Le quotazioni dei SuperItalians…..non grandiose
- Postato da: Anselmo Guerrieri Gonzaga, Rassegna Stampa
Questo articolo trovato su Milano Finanza, apparso il 28 Giugno, non è molto incoraggiante ma sicuramente merita d’essere letto.
Le quotazione dei vini così detti Super Italian, ossia di tutti quei vini prodotti con uve internazionali, non sono cresciute nelle grandi aste internazionali ma solo i vini di Gaja ed il nostro San Leonardo hanno mantenuto il loro valore crescendo più dell’inflazione.
Cosa ne pensate?
Come tutte le tendenze, bisognerà capire se i SuperItalians siano effettivamente graditi al consumatore. Il successo dei SuperTuscan non significa che possa essere replicato semplicemente cambiando zona di produzione, credo. Personalmente poi, e come me tanti wine lover, credo che negli ultimi anni si sta riscoprendo la regionalità, la localizzazione, la particolarità dei vini con tutti i fantastici vigneti autoctoni che abbiamo in Italia: pensiamo ai successi che stanno ottenendo i vari Nero d’Avola, Negroamaro, Primitivo, … Secondo me è quest’ultima la strada da seguire.
Postato da: Fabio Ingrosso luglio 9th, 2008@ Fabio
Postato da: Anselmo Guerrieri Gonzaga luglio 9th, 2008Sono in accordo con te per quanto riguada la regionalità e sopratutto la straordinaria storia di alcuni vitigni del nostro paese. Sono anche convinto però che è l’eccellenza ciò che premia perchè vi sono davvero molte cose scadenti sul mercato e la parola “autoctono” spesso viene messa accanto a quella di buono, per me un errore enorme. Il mercato comunque premia chi sa fare il suo mestiere e produce un vino di “terroir” e sopratutto riconoscibile cosa che ormai “grazie” a troppa tecnica si è persa. Ciò che davvero piace è ciò che da emozione al consumatore.