Il problema spesso non è la traduzione dall’italiano all’inglese, ma il contenuto della conversazione. Se io parlo di cose sconosciute al di fuori del mio contesto, poco importa la lingua. Sono quindi i contenuti a doversi adattare ad un pubblico diverso, non trovi?
Salve Giampaolo, penso che il 70% di quello che c’è scritto su un blog aziendale sia facilmente esportabile in termini di contenuti. Il problema sussiste se il blog è quello di un giornalista che parla di sistema italiano o di operatori strettamente legati al territorio, anche se sono convinto che vi è sempre qualcuno interessato. Ovviamente se parli di una riunione al Pellicano probabilmente non vi è interesse ma se parli del Vinitaly o del Cigliegiolo sono sicuro che i tuoi appassionati ne saranno incuriositi. A presto
Dico la mia: il fatto che non ci siano molti blog italiani nei blogroll della blogosfera del vino italiana è naturale: scriviamo in italiano, per cui un americano non capisce nulla dei nostri scritti. Quindi, non instauriamo nessun tipo di conversazione. Infatti: quanti blog stranieri sono linkati nei blogroll dei blog del vino italiani? Per conversare bisogna parlare la stessa lingua.
@Gianpaolo: i contenuti si devono adattare al pubblico diverso, per forza. Ma credo anche che il “parlare di cose sconosciute al di fuori del mio contesto” potrebbe essere invece una carta vincente
ciao Anselmo, cambiare nome mi sembra un’ottima scelta per quanto riguarda la visibilità del sito all’estero.
Il problema della traduzione in inglese di Percorsi di Vino me lo sto ponendo da molto tempo, il problema sono i costi visto che anche io dovrei appoggiarmi ad una società di traduzione…vedremo.
Intanto in bocca al lupo per la nuova avventura!
Salve Fabio, sono convinto che parlare delle proprie aziende e della propria vita (nel settore del vino) in questo caso, sia proprio ciò che la gente cerca. Non penso che tutte le aziende americane che hanno un blog si siano poste il problema di contenuti assolutamente universali, loro scrivono magari anche del “local wine show” o del loro cane o del loro nuovo cantiniere, poi siamo noi a decidere se ci interessa oppure no. Quindi non vedo troppi problemi sui contenuti ma capisco il problema del costo e del tempo ed ovviamente il fatto di parlare la stesa lingua, è ciò che fa avverare il tutto.
Comunque ci sono sicuramente più blog internazionali nei blogroll Italiani che viceversa…..
Ciao Andrea grazie del tuo commento e per quanto riguarda il tuo blog facci un pensierino a tradurlo e prova a contattare Traduzioni Liquide, magari se ci consorziamo in un pò possiamo spuntare un prezzo decente comunque sono stati assolutamente onesti con noi pensa che ci costa quasi la metà del nostro vecchio traduttore, vedremo il risultato comunque se ti interessa ci possiamo sentire Ciao.
ciao anselmo. complimenti per l’iniziativa. sono certo che ora molti più amanti del vino potranno partecipare alle bellissime conversazioni che stimoli di volta in volta.
next step, oltre all’inglese anche il latino, per non offendere gli antenati.
a presto e salute!
carlo
Il problema spesso non è la traduzione dall’italiano all’inglese, ma il contenuto della conversazione. Se io parlo di cose sconosciute al di fuori del mio contesto, poco importa la lingua. Sono quindi i contenuti a doversi adattare ad un pubblico diverso, non trovi?
Posted by: gianpaolo April 18th, 2009Salve Giampaolo, penso che il 70% di quello che c’è scritto su un blog aziendale sia facilmente esportabile in termini di contenuti. Il problema sussiste se il blog è quello di un giornalista che parla di sistema italiano o di operatori strettamente legati al territorio, anche se sono convinto che vi è sempre qualcuno interessato. Ovviamente se parli di una riunione al Pellicano probabilmente non vi è interesse ma se parli del Vinitaly o del Cigliegiolo sono sicuro che i tuoi appassionati ne saranno incuriositi. A presto
Posted by: Anselmo Guerrieri Gonzaga April 19th, 2009Well said, keep up the great work.
Posted by: gallodidio April 19th, 2009Dico la mia: il fatto che non ci siano molti blog italiani nei blogroll della blogosfera del vino italiana è naturale: scriviamo in italiano, per cui un americano non capisce nulla dei nostri scritti. Quindi, non instauriamo nessun tipo di conversazione. Infatti: quanti blog stranieri sono linkati nei blogroll dei blog del vino italiani? Per conversare bisogna parlare la stessa lingua.
@Gianpaolo: i contenuti si devono adattare al pubblico diverso, per forza. Ma credo anche che il “parlare di cose sconosciute al di fuori del mio contesto” potrebbe essere invece una carta vincente
Posted by: fabio April 20th, 2009ciao Anselmo, cambiare nome mi sembra un’ottima scelta per quanto riguarda la visibilità del sito all’estero.
Posted by: andrea April 20th, 2009Il problema della traduzione in inglese di Percorsi di Vino me lo sto ponendo da molto tempo, il problema sono i costi visto che anche io dovrei appoggiarmi ad una società di traduzione…vedremo.
Intanto in bocca al lupo per la nuova avventura!
Salve Fabio, sono convinto che parlare delle proprie aziende e della propria vita (nel settore del vino) in questo caso, sia proprio ciò che la gente cerca. Non penso che tutte le aziende americane che hanno un blog si siano poste il problema di contenuti assolutamente universali, loro scrivono magari anche del “local wine show” o del loro cane o del loro nuovo cantiniere, poi siamo noi a decidere se ci interessa oppure no. Quindi non vedo troppi problemi sui contenuti ma capisco il problema del costo e del tempo ed ovviamente il fatto di parlare la stesa lingua, è ciò che fa avverare il tutto.
Posted by: Anselmo Guerrieri Gonzaga April 20th, 2009Comunque ci sono sicuramente più blog internazionali nei blogroll Italiani che viceversa…..
Ciao Andrea grazie del tuo commento e per quanto riguarda il tuo blog facci un pensierino a tradurlo e prova a contattare Traduzioni Liquide, magari se ci consorziamo in un pò possiamo spuntare un prezzo decente comunque sono stati assolutamente onesti con noi pensa che ci costa quasi la metà del nostro vecchio traduttore, vedremo il risultato comunque se ti interessa ci possiamo sentire Ciao.
Posted by: Anselmo Guerrieri Gonzaga April 20th, 2009ciao anselmo. complimenti per l’iniziativa. sono certo che ora molti più amanti del vino potranno partecipare alle bellissime conversazioni che stimoli di volta in volta.
Posted by: carlo April 20th, 2009next step, oltre all’inglese anche il latino, per non offendere gli antenati.
a presto e salute!
carlo