Screw-tops even for great wines?
- Posted by: Anselmo Guerrieri Gonzaga, Di tutto un pò!
I read an interesting article in the Daily Telegraph, which also appeared on Vino24. Here’s the HYPERLINK It’s about top french wine makers who are giving up the old cork for the new screw caps.
We, too, are also looking seriously at the evolution of screw-tops for our high-end wines, by which I mean those that can be aged for at least 20 or 30 years. Indeed, one of the greatest qualities of our San Leonardo is its incredible longevity, and to safeguard it we are always on the lookout for the very best corks. We’ve been discussing the cork problem for quite some time with some of our most authoritative French and Italian colleagues, and we are always keen to hear what producers who have taken the giant leap to screw-tops have to say.
Personally, I think that screw-tops are great as stoppers for mid-range wines that have not been created with long-term ageing in mind, and also for all ready-to-drink wines. But would we really want to open a great bottle without the ritual of uncorking it and waiting with baited breath to see how it has aged…?
Perhaps we’re being a bit too romantic, but doesn’t poetry have a part to play in the making and drinking of wine? And then, of course, there’s the fact that our dog, Barrique, likes nothing better than chewing on a good old cork!

Credo che sia una strada che dovremmo iniziare a percorrere, valutandone gli effetti (non i risultati, perchè quelli sono ormai acquisiti), sopratutto sul pubblico, in modo pragmatico.
Posted by: gianpaolo July 15th, 2008Personalmente credo che se si continua a rimanere fermi non per convinzione, ma perché si pensa che questo è quello che vuole il consumatore di vino, si commetta un grosso errore.
@Giampaolo, parli di “risultati” come acquisiti certi ed acquisiti, ma forse ti riferisci a vini invecchiati pochi anni. Quando ci inoltriamo nel settore di quei vini che posso oltrepassare i 30 ho dei seri dubbi che vi siano studi attendibili in proposito. Non penso che si rimanga fermi per “paura” del consumatore, ma solo ed esclusivamente per amore dei propri vini e per “crescerli” nel migliore dei modi…..sicuramente tra qualche anno si comincerà ad avere qualche studio più dettagliato ed avremo, almeno noi, idee più chiare.
Posted by: Anselmo Guerrieri Gonzaga July 15th, 2008Credo che le cose che possiamo rilevare leggendo articoli di riviste e riflessioni come queste sono due: da una parte, effettivamente, la carenza di info adeguate frena un po’ l’adozione di questa tipologia di tappo, anche se come potete leggere qui (http://tinyurl.com/64jsyz) ormai se ne parla ovunque e in altre zone del mondo e ampiamente utilizzata; dall’altra c’è un po’ di timore da parte dei produttori (non parlo ovviamente dei grandi vini per i quali il discorso è diverso) di adottare il tappo a vite, proprio come dice Gianpaolo (PS: è un po’ che non ci si sentiva!). Il consumatore contemporaneo (almeno una parte), invece, sembra molto aperto alle sperimentazioni di qualsiasi tipo in campo dei tappi, del packaging, dei contenitori alternativi non in vetro, e molti produttori ne stanno già approfittando.
Posted by: Fabio Ingrosso July 16th, 2008Dalla ricerca di Amorin (universita di Bordeaux) in media i tappi naturali sono permeabili all’aria, l’effetto OTR (Oxigen Transmition Rate), per circa 0.1 e 2.7 microlitri all giorno, quelli sinteci sono molto piu permeabili e quelli a vite molto meno. OTR da un effetto simile alla micro ossingenazione al momento della fermentazione aiutando a ridurre la durezza dei tannini, migliorare il feeling del vino in bocca, l’intensita del coloree levando i gusti di riduzione nel vino.
La ricerca dell Australian Wine Research Institue a suggerito che meno aromi di tipo riddoto, oppure di “gomma”" si possono sviluppare in vini chiusi con i “screw caps” La stessa ricerca ha notato che i vini chiusi con tappi artificiali perdono frutto e sviluppono degli aromi di ossidazione, o di “lana bagnata’ Questo su un periodo che va da 12 a 36 mesi.
Chiaramente, nei secoli la simbiosi sughero vino e stata comprovata, anche se poco studiata. Leggendo queste ricerche, per i grandi vini rimane sicuramente il migliore metodo di chiusura. Per quello che e dei vini piu andanti, il screw cap beneficia molto della sicurezza di non trovarsi con una bottiglia “bouchonnée”. Per i tappi di plastica il futuro era gia stato spiegato/previsto agli inizzi dell’ottocentoe da Siméon-Denis Poisson con il suo ratio sull’elasticita . [Vedi http://en.wikipedia.org/wiki/Poisson's_ratio]
Certo molti Chateau e produttori stanno sperimentando, ma sicuramente prima che un Laffitte o Petrus sia chiuso con la plastica passerano vari deceni. Sono qui in sintonia con Anselmo, (e, come in altri casi) il romanticismo della materia naturale ha sempre un feeling migliore che una copertura sintetica… anche se piu efficiente sotto certi aspetti.
Per piu informazionen: P Lopes, C Saucier, P-L Teissedre and Y Glories. ‘Impact of storage position on oxygen ingress through different closures into wine bottles,’ Journal of Agricultural and Food Chemistry, 54(18), 6741-6746, 2006.
Posted by: Thomas Faure Romanelli July 16th, 2008Carissimi amici, abbiamo preparato il ns. blog di stamane, ponendo il vs. url
Non abbiamo fatto altro che parlare della vs. gentilezza ed ospitalita’ e vi auguriamo un successo continuo, perche’ gente come voi lo meritano.
Speriamo che possiate fare una scappatina ad Orlando, Florida cosi’ possiamo fare un giro in Harley e poter ricambiare l’ospitalita’. Di nuovo grazie di vero cuore.
Sal, Rosemary, Sid and Dora
Posted by: SAL & ROSEMARY IODICE + SID & DORA HOPKINS July 17th, 2008ehi ciao anselmo, se vi serve un testimonial del tappo a vite tra i sommelier l’avete trovato…Trovo ancora molte resistenze tra i clienti ma non demordo. Certo se qualche “grande” italiano si decidesse a fare il grande passo sarebbe tutto più facile…
Posted by: andrea gori July 19th, 2008A parole i Mazzei e i Ricasoli sono quasi pronti a mettere a vite gran parte degli IGT delal loro gamma e credo che un Siepi o un Casalferro a vite farebbero notizia…certo forse un San Leonardo a vite ancora di più!
Ciao Andrea, ti dirò che non ne sono ancora così convinto del tappo a vite su prodotti che devono vivere molto a lungo, se ne dicono tante ed altrettante persone citano studi e risultati assolutamente attendibili io sono ancora molto restio.
Posted by: Anselmo Guerrieri Gonzaga July 19th, 2008L’altra sera abbiamo aperto una bottiglia di San Leonardo 1982 ed era perfetta, non sono sicuro che anche con il miglior tappo a vite si sarebbe potuto raggiungere un invecchiamento così buono.
Certo è che dormiremmo tutti più tranquilli. La cosa è che bisogna che tutti noi ci mettiamo a sperimentare sui nostri prodotti di più e poi decidere quale vino ci piaccia di più: se invecchiato con il tappo a vite o con il vecchio sughero, certamente non avremo sorprese di gusto di tappo ma chissà come sarebbe un San Leonardo avvitato…..
Barrique sarebbe il nome del cane?
Posted by: Tommaso Farina July 22nd, 2008@Tommaso : Ebbene si è il nome della nostra nuova mascotte a cui abbiamo dato il benvenuto in un post precedente.
Posted by: Anselmo Guerrieri Gonzaga July 22nd, 2008Andrebbe daccordo con Medoc, il barboncino dell’amica Lorenza Vitali…
Posted by: Tommaso Farina July 22nd, 2008Salve,
so di essere fuori argomento, ma sfrutto questo piccolo spazio per chiedere l’indirizzo preciso della Tenuta.
Forse sono un po’ rinco nel mio penultimo giorno di lavoro, ma non riesco proprio a trovarlo…
Visto che nelle prossime settimane sono in Alta badia, volevo vedere se la distanza da percorrere era ragionevole.
Mi scuso per l’intromissione…e ringrazio chi sarà così gentile da rispondermi.
Marco.
Posted by: Marco July 31st, 2008