Come tutte le tendenze, bisognerà capire se i SuperItalians siano effettivamente graditi al consumatore. Il successo dei SuperTuscan non significa che possa essere replicato semplicemente cambiando zona di produzione, credo. Personalmente poi, e come me tanti wine lover, credo che negli ultimi anni si sta riscoprendo la regionalità, la localizzazione, la particolarità dei vini con tutti i fantastici vigneti autoctoni che abbiamo in Italia: pensiamo ai successi che stanno ottenendo i vari Nero d’Avola, Negroamaro, Primitivo, … Secondo me è quest’ultima la strada da seguire.
@ Fabio
Sono in accordo con te per quanto riguada la regionalità e sopratutto la straordinaria storia di alcuni vitigni del nostro paese. Sono anche convinto però che è l’eccellenza ciò che premia perchè vi sono davvero molte cose scadenti sul mercato e la parola “autoctono” spesso viene messa accanto a quella di buono, per me un errore enorme. Il mercato comunque premia chi sa fare il suo mestiere e produce un vino di “terroir” e sopratutto riconoscibile cosa che ormai “grazie” a troppa tecnica si è persa. Ciò che davvero piace è ciò che da emozione al consumatore.
Come tutte le tendenze, bisognerà capire se i SuperItalians siano effettivamente graditi al consumatore. Il successo dei SuperTuscan non significa che possa essere replicato semplicemente cambiando zona di produzione, credo. Personalmente poi, e come me tanti wine lover, credo che negli ultimi anni si sta riscoprendo la regionalità, la localizzazione, la particolarità dei vini con tutti i fantastici vigneti autoctoni che abbiamo in Italia: pensiamo ai successi che stanno ottenendo i vari Nero d’Avola, Negroamaro, Primitivo, … Secondo me è quest’ultima la strada da seguire.
Posted by: Fabio Ingrosso July 9th, 2008@ Fabio
Posted by: Anselmo Guerrieri Gonzaga July 9th, 2008Sono in accordo con te per quanto riguada la regionalità e sopratutto la straordinaria storia di alcuni vitigni del nostro paese. Sono anche convinto però che è l’eccellenza ciò che premia perchè vi sono davvero molte cose scadenti sul mercato e la parola “autoctono” spesso viene messa accanto a quella di buono, per me un errore enorme. Il mercato comunque premia chi sa fare il suo mestiere e produce un vino di “terroir” e sopratutto riconoscibile cosa che ormai “grazie” a troppa tecnica si è persa. Ciò che davvero piace è ciò che da emozione al consumatore.