Mal dell’esca… aggiornamenti con l’Istituo Agrario di San Michele

Come sapete ci interessiamo moltissimo e da parecchio tempo al Mal dell’esca, questa terribile malattia, di cui non si parla sufficientemente, che sta velocemente mietendo i campi più vecchi di Cabernet e di altre varietà sensibili in tutta Europa e malgrado la sua notorietà ad oggi non vi sono ancora rimedi certi. Noi abbiamo intrapreso un percorso di prevenzione cambiando radicalmente il nostro sistema di potatura, in questo siamo stati affiancati da Simonit e Sirch i preparatori d’uva di cui molto abbiamo già parlato in questo blog e che sono stati essenziali in questo processo.

Inoltre da alcuni anni abbiamo iniziato un’importante collaborazione proprio su questa tematica con il famoso Istituto Agrario di San Michele all’Adige, dove molti dei grandi enologi e professori Italiani si sono diplomati. Alcuni esperti guidati da Francesco Ribolli assieme a Bruno Mattè hanno avviato una mappatura di alcuni dei nostri vigneti per monitorare l’evolversi di questa malattia. Questo strumento sara’ fondamentale per sperimentare possibili cure che ad oggi non sono molte, quella che ci sembra la più interessante é l’utilizzo di funghi antagonisti come i trichoderma che sono funghi neutri e colonizzano la vite non lasciando spazio vitale e le risorse necessarie per far sviluppare il fungo del Mal dell’esca

Vi lascio qui allegato un bell’ articolo apparso già su l’Agricoltore scritto proprio dalle stesse persone che ci stanno affiancando e che sono sicuro troverete davvero interessante.

Qui trovate le mail di questi studiosi in modo che se avrete domande potrete rivolgerle direttamente a loro:

francesco.ribolli@iasma.it
bruno.matte@iasma.it

Articolo Mal dell’ esca

Foursquare!

Da oggi ci trovate su foursquare!

Questo social network ci piace moltissimo ed è sicuramente una delle cose che cambierà il nostro modo di spostarci di viaggiare ed il modo di darci appuntamenti in giro. Avremo l’opportunità di non sentirci disorientati quando saremo in viaggio in terre sconosciute e con una semplice app che si scarica sul proprio cellulare avremo l’opportunità di trovare ciò che stiamo cercando. Un pò esagerata la loro definizione “find happiness around the corner” certo è che se trovate un buon bicchiere di vino dietro l’angolo c’è anche la possibilità che poco più in là troviate la felicità…!

Qui c’è una bellissima slide show realizzata da Howcast che come sempre sintetizza in pochi divertenti disegni il succo di questa nuova piattaforma che sicuramente avrà dei risvolti che superano la nostra immaginazione. Quindi se passate dalle nostre parti con foursquare sarà impossibile non trovarci, a presto.

Eccoci qui

Seconda giornata a Napa

Come ieri oggi sio è conmiciata la giornata alla R. Mondavi con un seminario sui 2009 con un confronto con vini europei tra cui Ornellaia come rappresentante Italiano. Bella degustazione dove ho particolarmente apprezzato Groth 2009, poi un bellissimo Margaux 2006, tra gli altri vini c’era anche Mounton Rotschild che però in questa fase molto iniziale, era infatti un 2009, non mi è piaciuto.

Intorno alla degustazione parlavano i vari Wine makers o agronomi delle varie aziende con specifici riferimenti alle composizioni dei suoli e devo dire che è stato molto interessante ricercarli poi nei vini. Un cosa è chiara, almeno per il mio palato, che le anate più fresche anche nei vini americani, generano prodotti più complessi un pò meno concentrati e con acidità più marcate, insomma più eleganti.

La giornata è poi proseguita con una visita ed un ottimo lunch da Nickel e Nickel, un’azienda che crea solo “single vignards” attraverso tutta Napa e produce ben 14 vini differenti in una contina davvero strepitosa dal punto di vista estetico e pratico. Anche qui una certezza legata alla temperatura delle varie annata e l’ubicazione dei vigneti, mi sono piaciuti particolarmente i vini provenineti da terreni alle pendici delle montagne piuttosto che quelli della piana.

Siamo poi giunti nella famosa Opus One, cantina mito e simbolo del rinascimento enologico americano, l’incrocio di due filosofie, quella di Robert Mondavi e del Barone Philippe de Rotshild, che nel 1978 hanno generato il “mostro americano” per eccellenza. Da fuori l’azienda è assolutamente spettacolare con vigneti curati nei minimi particolari con sesti d’impianto molto diversi tra loro. La struttura è assolutamente fantascientifica e la cantina di conseguenza con 1000 barriques provenieneti da ben 14 fornitori diversi, si è poi proseguito con un bellissimo tasting di 4 annate l’80, 2001,2005,e 2009. L’introduzione alla dgustazione è stato molto affascinante con delle prove al naso di elementi tra cui cassis la vaniglia, la bret, la propoli, ed altri elementi per stuzzicare il naso.

I vini erano molto interessanti molto bello l’80 che conserva una buona vitalità, cosa che non avrei pensato visto il clima caldissimo di questa valle, e poi il 2005 davvero un vino magnifico, potentissimo come solo gli americani riescono ad essere ma con una vena di eleganza e freschezza che lo rendono davvero Opus One, ossia l’incrocio tra Francia ed America.

Ogni giorno che passa rimango sempre più ammirato dall’incredibile capacità di questi Californiani nell’arte della ricezione della comunicazione, sono riusciti a creare un fenomeno davvero unico! Infatti questa valle è il secondo luogo più visitato in America! Il gusto di questi vini forse non si avvicina al mio palato ma senz’altro si sposa con il mangiare americano e di conseguenza gli americani ne vanno matti e unito alla straordinaria bellezza del territorio alle wineries spettacolari ed a una professionalità unica, le vendite vanno a gonfie vele ed i prezzi sono davvero da capogiro, stiamo parlando di centinaia e centinai di $ a bottiglia!!!!

Prima giornata a Napa

Oggi prima giornata dell’International Cabernet Symposium. Degustazione al mattino nella famosissima winery di Robert Mondavi con 10 vini californiani, ovviamente tutti Cabernet, brillantemente guidata dalla giornalista american Karen MacNeil. Il suo concetto di precisione nel vino è davvero interessante e la sua teoria di suono come spiegazione di un vino è uno straordinario strumento di comunicazione. I vini erano buoni, opulenti come ci aspetta dalla Napa Valley ma con alcune diversioni nelle zone più alte dove il risultato sono vini bellissimi, come ad esempio il Dunn .

Il mattino è cominciato con un a dettagliata relazione sulla conformazione geologica del terreno di Napa e la sua evoluzione nei millenni. Molto interessante il commento finale del geologo Jonathan Swinchatt che ha affermato che è davvero difficile però trarre delle precise relazioni tra la conformazione geologica profonda ed il risultato in termini di vino. Egli sostiene infatti che ciò che noi dichiariamo mineralità non è direttamente collegata ai singoli elementi presenti nel suolo. Ovviamente questo è un capitolo davvero complesso ed enorme, ci ha lasciati tutti molto perplessi. In fondo però la parola terroir riassume in essa moti più aspetti della vita di un vino che sono poi il risultato del suo sapore.

La giornata è proseguita con alcune visite a bellissime wineries nei dintorni. Napa è un posto da sogno e se è vero che lo stile del vino non è per tutti, la bellezza del luogo è senz’altro qualcosa che metterà tutti d’accordo. Io ne sono rimasto profondamente affascinato, un natura forte e pura, davvero incantevole.  Inoltre l’organizzazione è straordinaria e qui si vede davvero la grandezza dell’America dove la forza non sta nel singolo ma nella collettività, cosa che a casa nostra non succede abbastasnza. Qui sono avvantaggiati perché tutte le aziende sono una accanto all’altra ma comunque tanto di cappello per questa grandioso associazionismo.

Durante la nostra visita da Harlan estate abbiamo anche avuto l’opportunità di constatare la conformazione dei terreni mediante lo scavo che era stato fatto per noi ed inoltre abbiamo assistito ad un’interessantissima presentazione sui sistemi di controllo dell’irrigazione tramite lo studio della velocità di assorbimento dell’acqua da parte della vigna.

Praticamnete sono riusciti a misurare attraverso un sistema di pressione e temperatura dei tralci il passaggio dell’acqua così da determinare l’assorbimento della risorsa idrica da parte della vigna stessa e quindi di conseguenza a pianificare l’irrigazione.

Stasera American style BBQ da Swanson, quindi vi devo lasciare per prepararmi!

Vi allego qui un pò di foto della nostra bella giornata trascorsa con molti amici e colleghi del Simposio tra cui i mie carissimi amici Alberto e Giuseppe Tasca d’Almerita

Viaggio a Napa Valley e l’International Cabernet Symposium

Oakville Winegrowers

In questi giorni sono in Napa Valley negli Stati Uniti. La nostra azienda è stata invitata a partecipare all’International Cabernet Symposium, organizzato dall’associazione Oak Ville Winegrowers. Sarà un’ottima occasione di incontrare molti colleghi americani e di visitare alcune tra le più belle e famose aziende californiane tra cui Opus One, Swanson etc etc. Il convegno poi continuerà anche con una visita a UC Davis la famosa università americana di enologia. Molti gli speaker Americani ed internazionali, le tematiche saranno affascinanti e proverò a tenervi aggiornati con un pò d’immagini di questo mio viaggio. La cosa che ci da grande soddisfazione è essere stati scelti tra le molte grandi case produttrici di Cabenret nel mondo, dall’Italia infatti siamo solo tre aziende, Tenuta dell’Ornellaia, Tasca D’Almerita e noi, poi ci sono Château Mouton Rothschild e Cos d’Estournel dalla Francia, Catena Zappata dall’Argentina, Vina Almaviva dal Cile e Jade Valley Winery dalla Cina!!!!!

Eccovi qui un’elenco più dettagliato dei partecipanti ed il  programma del Simposio.

Viaggio in Europa parte 3 La Mosella

Durante il mio viaggio in Europa a Febbraio mi sono recato per la prima volta in Mosella. Non avevo mai avuto occasione di venire in questa grande “patria” del Riesling prima. L’occasione è nata perchè dovevo incontrarmi con alcune persone tra cui Markus del Monego grandissimo Sommelier, l’unico uomo, che a me risulti, ad essere stato miglior sommelier al mondo ed essere anche Master of Wine, nonchè grande amico ed appassionato dei nostri vini. Mi ricordo che quando divenne miglior sommeliere del mondo si fece fotografare con una bottiglie di San Leonardo in mano. Insieme a lui c’era Georges Monet il direttore di Champagne de Saint Gall grande maison con più di 1200 ettari in gran cru e che rivende le basi a tutti i grandi inclusi Dom Perignon. Assieme a noi c’era il nostro comune amico ed oggi anche “ambasciatore” europeo Adolph Huesgen nonchè produttore di ottimi Riesling con la sua tenuta Villa Huesgen. Ci siamo seduti in un bellissimo ristorante in stile Art Nouveau, straordinario movimento artistico di cui si possono ammirare molte creazioni in questa zona, nell’hotel Bellevue con il propietario Mathias Ganter, proprio sul fiume a Traben-Trarbach. Apparte il posto incantevole contornato dai ripidi pendii disseminati di vigneti nei posti più impensabili, praticamente se c’è un sasso lo ricoprono di vigne, il ristorante dell’hotel è davvero di grandissima qualità, inoltre cosa non banale per noi, l’unica cantina italiana è la nostra con addirittura un’intera pagina dedicata!

La cena è stata memorabile ed abbiamo stappato alcune bottiglie importanti tra cui un Chateau Margaux 1995 davvero grandissimo ed un Tinto Val Buena 1994 di Vega Sicilia per me sempre straordinario con la sua eleganza ed un tocco di rusticità perfettamente amalgamati, inoltre abbiamo bevuto un Rieling del 64 di Villa Huesgen anche quest’ultimo piacevolissimo, rimango sempre impressionato dalla longevità di questo cepage. Alla fine di questa bella cena Mathias ci ha viziati con un assaggio di un Cognac Lherraud del 1903, anno di fondazione del suo albergo, un’esperienza mistica!