In Vendemmia!

Tenuta San Leonardo 2007

Siamo finalmente in vendemmia ormai da qualche giorno. L’uva è davvero stupenda e sopra tutto varietà come il Cabernet Franc e il Carmenere ci stanno dando delle grandissimi soddisfazioni. I colori dei mosti, secondo noi la cosa più importante per giudicare il vino in fermentazione, sono davvero brillanti e vivi quindi benissimo!

Tenuta San Leonardo 2007

Tenuta San Leonardo 2007

Le gradazioni per fortuna non sono assolutamente alte e così si potrà attestarsi sui 13% di Alcool misura perfetta per il tipo di vino che produciamo. Le quantità sono anche molto soddisfacenti insomma per ora non possiamo proprio lamentarci però è davvero presto per dire se i vini saranno all’altezza dei loro predecessori e quindi si vedrà verso Novembre.

Il Carmènere ed i suoi problemi.

Il Carmènere a San Leonardo c’è davvero da moltissimo tempo, ossia dal dopo Fillossera quando questa straordinaria varietà era venduta sotto il nome di Cabernet Franc. Sono decenni che la coltiviamo nella nostra tenuta e negli ultimi 8/10 anni abbiamo cercato di allevarla a cordone speronato ed in Guyot. I risultato qualitativo è ottimo ma abbiamo riscontrato diversi problemi che ovviamente anno dopo anno stiamo cercando di correggere, il più grave, che è anche uno dei motivi per cui il Carmenere fu espiantato da Bordeaux, è che con poca superficie fogliare, ossia allevandolo a filare invece che a pergola, non fruttifica e quindi diventa un vero problema anche in termini di costi di gestione di un vigneto.

In queste breve video interviste Luigino ci spiega cosa accade.

Ovviamente il campo non è stato piantato un anno fà ma due e quindi quest’anno cominceremo a raccogliere i primi grappoli.

Reimpiantare un vigneto.

Quest’inverno abbaimo espiantato un vecchio vigneto che ormai ahime era troppo ammalato, sempre dell’odioso mal dell’Esca.

Abbiamo quindi deciso di reimpiantarlo con la medesima varietà e come vi abbiamo già raccontato, quest’inverno la stagione è stata dalla nostra parte con abbondante neve che, diciamo, è come una bella disinfettata. Ora lo stiamo ripiantumando con del Cabernet Sauvignon.

Qui potete trovare una bella spiegazione di come si creano le barbatelle  nei vivai.

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Le barbatelle di Cabernet Sauvignon ricoperte di paraffina rossa.

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Qui si vede bene l’apparato radicale di una vigna.

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La piantumazzione con un trattore laser guidato per creare filari assolutamente simmetrici.

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….ed il risultato finale il vigneto piantato, ora mancano i pali ed i fili

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La Scacchiatura

Ecco qualche video sulla scacchiatura o “potatura verde”.
Qui potete vedere Luigino Tinelli il direttore della tenuta e Riccardo del team Simonit & Sirch.

Intro: La scacchiatura a San Leonardo

La scacchiatura a San Leonardo 1^ parte

La scacchiatura a San Leonardo 2^ parte

Ben tornata Primavera

Ormai la primavera è arrivata anche in Trentino e con il risveglio della terra ci prepariamo ai molti lavori  di mantenimento e di miglioramento  sia dei vigneti, del parco e dell’orto che sono la routine del mese di Aprile/Maggio a San Leonardo.

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Come vi ho già raccontato abbiamo avuto un gran daffare quest’inverno nell’implementare il novo sistema di potatura, quello di Simonit e Sich per intenderci, che abbiamo voluto applicare a tutti i vigneti della nostra tenuta.

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Ovviamente ci sono delle grandi differenze tra Guyot il cordone speronato, semplice o doppio e la pergola trentina, ma per tutti i sistemi di allevamento che ci sono nella nostra azienda abbiamo cercato di adattare la nuova tecnica per donargli una vita più lunga ed una produzione più omogenea e sopra tutto una maturazione più uniforme dei grappoli cosa che sarà davvero interessante verificare in seguito sia durante le fermentazioni che nell’affinamento dei vini.

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Abbiamo spiantato un vigneto di 30 anni che ormai era davvero infestato dal mal de l’esca, la malattia che sta decimando i vecchi vigneti in Euorpa e quindi l’abbiamo arato in autunno e qui lo vedete fresato e pronto per essere re-impiantato.

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Quest’inverno abbiamo inoltre avuto parecchia neve, cosa magnifica per noi agricoltori, infatti da noi si dice “sopra la neve fame, sotto la neve pane”. E’ un vecchio detto che cela come tutti i proverbi una grande verità, infatti la neve disinfetta il terreno lo tiene umido e non gli permette di ghiacciare in profondità. Queste cose le ritroviamo poi in primavera, le vigne infatti hanno una vegetazione più omogenea e di solito anche la fioritura è più opulenta ed uniforme. Inoltre quando la primavera giunge, come quest’anno, un pò in ritardo si evitano le ansie delle gelate che possono verificarsi d’improvviso in Aprile.

nevicata novembre 2005 018

nevicata novembre 2005 020

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Ho fatto alcuni scatti qualche giorno fa ai “Tarasacchi” anche detti denti di cane, i fiori gialli che prepotentemente invadono i vigneti e che per noi segnano sempre la fine del lungo inverno trentino e il ritorno alla vita nei campi.

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Nei prossimi post vi mostreremo lo sviluppo dei vigneti e di tutta l’azienda e di quale sesto d’impianto abbiamo adottato per il nuovo campo.

L’antico mestiere del potatore.

 

potatura vigna

Chi ha conosciuto i vecchi potatori della civiltà contadina, sa che seguivano un loro rito millenario: si fermavano un attimo davanti ad ogni vite; la guardavano con attenzione; aprivano con essa un silenzioso colloquio e quindi intervenivano secondo le esigenze della vite stessa. Quei potatori non esistono più! La meccanizzazione entrò nei vigneti per sopperire alla mancanza di mano d’opera che ormai, da molti anni, arriva da altri paesi. Gente volonterosa, ma che spesso vede la vite per la prima volta e non ne conosce il linguaggio. 

Le potature si sono fatte invasive, infliggendo alla vite ferite alle quali non è in grado si reagire in maniera completa, esponendola in tal modo alle malattie del legno. Marco e Pierpaolo sono partiti da queste constatazioni nel varare il loro benemerito progetto. Bisognava applicare alla vite i medesimi criteri della medicina preventiva: invecchiare bene ci consente una miglior qualità della vita ed inoltre permette enormi risparmi sociali (meno cure, medicine, ricoveri in ospedale). Hanno compreso che se si vuole portare la vite alla longevità, bisogna intervenire fin dalla sua “infanzia”. Nelle aziende che seguono in tutt’Italia tengono, quindi, anche dei corsi di potatura col loro metodo, rivalutando e dando,in tal modo, dignità ad un mestiere: è infatti nelle sue mani del potatore che sta il futuro della vita del vigneto e della qualità del vino. 

A marco e Pierpaolo va ascritto il merito di aver ideato ed aperto le prime scuole di potatura d’Italia. Una svoltasi a Castelnuovo Berardenga, azienda San Felice nel cuore del Chianti Classico. L’altra appena conclusasi presso la Facoltà di Scienze gastronomiche di Pollenzo.

Sì: Marco e Pierpaolo hanno preso la saggezza del passato, applicandola al presente. Una  potatura errata limita nel tempo l’afflusso della linfa e degli elaborati che, alla fine, provoca danni irreparabili come la perdita di qualità dell’uva prima e una morte della vite stessa in età ancora giovane. Aumentando, tra l’altro, i costi di gestione. Da qui la loro parola d’ordine: prevenire le malattie.