A proposito di Petit Verdot
- Postato da: Anselmo Guerrieri Gonzaga, In Vigna
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Qualche giorno fà stati a vedere un campo di Petit Verdot che abbiamo piantato due anni fà e quindi questo è il suo primo anno produttivo, come si dice in gergo è alla sua ” terza foglia”. Il campo su cui hanno trovato dimora queste vigne era fino a pochi anni fà un bosco.

A dir la verità quando lo abbiamo lavorato per renderlo piantabile, macinando i sassi più grossi, avevamo qualche dubbio sulla sua fertilità perchè nel primo anno non era spuntato neanche un fil d’erba….. sembrava una pietraia sterile.
Qui potete vedere un mio vecchio post con la storia di questo vigneto e tutte le foto dei lavori.
Oggi abbiamo il problema opposto questo vigneto è d’una vigoria incredibile e le piante, come potete vedere dalle foto, sono letteralmente esplose!!!
Siamo dovuti correre ai ripari e cercare di diminuirne la loro vigoria tagliando i tralci più bassi e cercando di limitare la “produzione” di foglie. Questo lo si è fatto anche per cercar di lasciare più energia alle piante da dedicare alla maturazione delle uve.
La cosa più interessante da notare è stata che nella parte più povera del campo, quella più sassosa per intenderci, le vigne hanno prodotto meno foglie ma l’uva sui tralci ha già raggiunto l’invaiatura,

mentre nella parte più grassa del terreno, quella con maggior terriccio, le piante si sono dedicate a “produrre” foglie, qui vedete che l’uva non ha ancora invaiato completamente.

Comunque sono casi che si verificano spesso nei campi che avevano colture diverse fino a poco tempo prima dell’impianto della vigna. La situazione si stabilirà e omogenizzerà negli anni.
Ciò dimostra ancora una volta che molte delle varietà bordolesi, eccetto per il Merlot, prediligono i terreni sciolti ghiaiosi e fortemente drenanti dai quali è possibile produrre vini di grande carattere ed eleganza.





























