A proposito di Petit Verdot

Qualche giorno fà stati a vedere un campo di Petit Verdot che abbiamo piantato due anni fà e quindi questo è il suo primo anno produttivo, come si dice in gergo è alla sua ” terza foglia”. Il campo su cui hanno trovato dimora queste vigne era fino a pochi anni fà un bosco.

A dir la verità quando lo abbiamo lavorato per renderlo piantabile, macinando i sassi più grossi, avevamo qualche dubbio sulla sua fertilità perchè nel primo anno non era spuntato neanche un fil d’erba….. sembrava una pietraia sterile.

Qui potete vedere un mio vecchio post con la storia di questo vigneto e tutte le foto dei lavori.

Oggi abbiamo il problema opposto questo vigneto è d’una vigoria incredibile e le piante, come potete vedere dalle foto, sono letteralmente esplose!!!

Siamo dovuti correre ai ripari e cercare di diminuirne la loro vigoria tagliando i tralci più bassi e cercando di limitare la “produzione” di foglie. Questo lo si è fatto anche per cercar di lasciare più energia alle piante da dedicare alla maturazione delle uve.

La cosa più interessante da notare è stata che nella parte più povera del campo, quella più sassosa per intenderci, le vigne hanno prodotto meno foglie ma l’uva sui tralci ha già raggiunto l’invaiatura,

mentre nella parte più grassa del terreno, quella con maggior terriccio, le piante si sono dedicate a “produrre” foglie, qui vedete che l’uva non ha ancora invaiato completamente.

Comunque sono casi  che si verificano spesso nei campi che avevano colture diverse fino a poco tempo prima dell’impianto della vigna. La situazione si stabilirà e omogenizzerà negli anni.

Ciò dimostra ancora una volta che molte delle varietà bordolesi, eccetto per il Merlot, prediligono i terreni sciolti ghiaiosi e fortemente drenanti dai quali è possibile produrre vini di grande carattere ed eleganza.

Passeggiando tra le vigne d’un Agosto piovoso

Siamo ancora molto indietro con la maturazione dei grappoli, direi due buone settimane rispetto all’anno scorso e molti acini non hanno nemmeno finito l’invaiatura, colpa delle ultime piovose settimane.

L’uva comunque appare sana ed il vigneto in genere anche, peccato per il proliferarte del mal dell’esca che come al solito in questo periodo esce allo scoperto.

Da notare che le vigne stanno “assimilando” il nuovo sistema di potatura di Simonit e Sirch ed i tralci appaiono sempre più omogenei e di coseuenza l’uva raggiungerà una maturazione anch’essa più omogenea. Eccovi qui un piccolo video girato qui in azienda che spiega a grandi linee questo metodo.

Sentimo già gridare ad alta voce sui giornali e sulla rete che sarà un’ottima annata, incredibile che ancora oggi si cada in questi tranelli infantili….

Il vino, per dire che è buono, bisogna prima farlo e forse sarebbe meglio gridar vittoria verso la fine di Ottobre o meglio ancora alla fine dell’anno, sempre che la vittoria ci sia intendiamoci. Per il momento facciamo una preghierina a San Leonardo che ci dia delle belle giornate con una grande escursione termica e poi si vedrà.

L’invaiatura ed altri fenomeni.

Finalmente è arrivata l’Invaiatura ossia il cambio di colore degli acini, cominciata nel Merlot si è già estesa, anche se con molta calma, anche al Cabernet. Il periodo è praticamente identico a quello dell’anno scorso. Ora sta piovendo, 24mm in soli 30 minuti!!!!. Questo è un gran bene anche perchè ce n’era davvero un gran bisogno, fortuantamente la primavera è stata così piovosa che la campagna non ha sofferto in maniera eccessiva questo mese e qualche giorno di siccità continuata

Camminando nelle vigne con il nostro direttore Luigino Tinelli abbiamo riscontrato ahimè anche qualche segno molto triste, qualche vigna se e è già andata a causa del Mal de L’esca.

Inoltre abbiamo scovato anche un piccolo segno di Peronospera cosa assolutamente non preoccupante data la minima estensione.

Vi è poi anche la fioritura delle femminelle, ossia di quei grappoli nati in un secondo momento che non arriveranno mai a completa maturazione.

Un tempo si “spigolavano” ossia si raccoglievano molto dopo la vendemmia per farne dei vini ad alto tasso zuccherino, godibili ma rustici. Oggi ahimè è una pratica meno presente dato il grande costo di ripassare tutte le vigne ed anche perchè essendo le produzioni davvero basse rispetto ad un tempo non vi sono quantità interessanti. Qui trovate una storia molto carina a questo riguardo.

Lavorare il sotto fila.

In questi giorni abbiamo fatto molte prove in vigna per trovare macchinari adatti a lavorare il sotto fila per eliminare il diserbo.

Non è facile trovare macchinari specifici che rispettino i vari terreno e dopo averne provati davvero tantissimi e di tutte le razze siamo approdati sull’ennesima macchina francese la Boiselet. Questo “porta attrezzo” ossia macchinario che riesce ad utilizzare differenti strumenti di lavoro diversi tra loro, ci ha quasi soddisfatti. Noi pensiamo che l’utilizzo delle varie “margherite” ossia quelle lame rotanti a svariati petali che smuovono il terreno, non sia la soluzione ideale al nostro tipo di terreno, ci sono troppi sassi e si rischia di ritrovarsi in un vigneto tutto buche, difficile da lavorare in seguito. Questo attrezzo cha abbiamo montato nelle foto è una semplicissima lama che va a tagliare la coteca del prato ossia la parte superficiale affondando la lama per pochi cm di profondità entrando e uscendo dal sotto fila e tagliando le radici del prato facendolo seccare.

Ovviamente è fondamentale trovare il periodo adatto perchè se piove il giorno dopo che si è fatto il lavoro, beh è totalmente sprecato… Vediamo se riusciremo ad implementarla su tutti i nostri terreni, lo studio per salvaguardare sempre di più la nostra terra va avanti e vi terrò aggiornati sulle nostre scelte.

Preparatori D’Uva

Continua la nostra bellissima collaborazione con i “Preparatori D’Uva” il gruppo di mastri potatori capeggiato Da Marco Simonit e Pierpaolo Sirch.

Sono ormai quasi tre anni che abbiamo intrapreso questa interessante ed importantissima avventura.

I risultati cominciano a vedersi, tempi di potatura ridotti anche del 30%, tralci e grappoli con maturazioni parallele ed il restauro di vigne che in passato mostravano segni di “stanchezza” quasi resuscitate. Ovviamente questa non è la sola ricetta del successo in vigna ma sicuramente gioca un ruolo fondamentale. Siamo davvero curiosi di vedere l’evoluzione di questo enorme lavoro, perchè è stata davvero un impegno importante per la nostra Tenuta, nei nostri vini.f

Nel frattempo vi segnalo il nuovo sito dei Preparatori D’Uva, molto ben fatto e pieno di contenuti affascinanti, almeno per gli appassionati di campagna….

Si riparte con le potature

Quest’anno siamo partiti un pò in ritardo con le potature causa il grande freddo che abbiamo avuto in azienda negli ultimi mesi. Come ogni anno si riparte con la cura dei vigneti e devo dire che è un bellissimo momento perchè ci si prepara alla primavera ed il solo pensiero rende l’inverno meno duro. Quest’anno non abbiamo avuto molta neve, per ora, e questo è un peccato perchè la neve ha molteplici qualità, è uno straordinario isolante termico e poi mantiene umida la terra e di conseguenza le radici delle vigne e quindi non soffrono come succede quando si hanno inverni molto rigidi e si forma una bariera di ghiaccio impossibile da passare per l’acqua, in più funge da disinfettante e difatti quasi sempre dopo inverni con abbondanti nevicate troviamo delle belle annate in vigna. Da noi si dice infatti “Sopra la neve fame, sotto la neve pane”.

Il duro lavoro fatto in vigna l’anno scorso con l’aiuto di Simonit e Sirch sta cominciando a dare dei buon risultati ed i tempi di potatura si sono abbassati di un 30% che non è poco!!! Inoltre le piante stanno cominciando a creare la tipica forma del candelabro con i punti vegetativi che si alzano dalla pianta e che cresceranno ulteriormente nel futuro. Siamo davvero soddisfatti e penso che avremo delle piacevoli sorprese durante la fase vegetativa delle piante.

Per quanto riguarda i giovani vigneti andranno impostati da subito con il metodo dei nostri potatori e saranno sicuramente questi vigneti che ci daranno negli anni delle grandi differenze attraverso i quali potremo osservare una crescita corretta della pianta.

Eccovi qualche foto di un giovane campo di Cabernet che viene preparato per la curvatura e legatura del tralcio in primavera.