Viaggio in Europa parte 1ma

In queste ultime settimane ho viaggiato parecchio attraverso l’Europa. Incredibile ma vero ho fatto più di 16.000 km con la mia macchina in 45 giorni non tenendo conto degli aerei. Sono stato prima in Inghilterra per vedere il nostro distributore che è anche un grande amico Massimiliano Jacobacci con la sua azienda d’importazione di produttori davvero affermati: Fortyfive 10. Abbaimo girato tutta Londra sempre in motorino, insomma da veri Italiani. Aparte il freddo micidiale unito alla pioggerellina inglese che ti entra i profondità nelle ossa mi sono goduto moltissimo il giro di Londra che di solito si fa solo sottoterra, finalmente ho visto degli angoli di questa città che mi mancavano. Abbiamo parteciapato ad un bellissimo evento il cui ospite d’onore era Carlo Ferrini con 15 delle sue aziende. L’evento si chiamava: In the mind of an Italian wine maker”. E’ stata davvero una bellissima serata ed un’ottima occasione per assaggiare alcuni dei vini del nostro enologo che ancora non conoscevo. In internet trovate qualche post interessante come questo qui di Sally Winston. Il concetto di Ferrini è sempre molto interressante ed il suo raspporto con la terra quasi viscerale, cosa che abbiamo constato negli anni anche a San Leonardo avendo lui dato un contributo importante sopratutto in campagna. Il suo concetto di territorio che supera la varietà è sempre affascinante sopratutto quando è esposto da lui in persona.

A Londra abbiamo visto dei bellissimi posti e dopo una verticale da Zafferano uno tra i più importanti ristoranti Italiani della metropoli ed una splendida degustazione  da Wimbledon Wine Cellars con il suo proprietario Andrew abbiamo fatto molte visite ad enoteche e locali. Un ristorante aperto da poco che mi ha colpito per la sua bellezza è La Chapelle è davvero un must see. Londra è sempre un posto pieno di idee nuove e posti che ti stupiscono. Il San Leonardo ci sta regalando davvero delle grosse soddisfazioni e dopo anni durissimi con il nostro vecchio distributore John Armit Wines che si era dimenticato dei nostri vini nelle sue cantine apportandoci dei grossi danni d’immagine con dei “saldi”, siamo tornati davvero in auge in questi ultimi 3 anni grazie ad un lavoro di fino con l’obbiettivo di ridare l’immagine alla nostra cantina e non quello di fare solamente volumi. Abbiamo infatti riacquisito tutto il vino sul mercato Inglese per poi andarlo a ridistribuire con il conta gocce nei posti giusti. Adesso finalmente le vendite sono tornate su numeri importanti ma sopratutto il San leonardo si è tornato a degustare davvero nei super locali della città, ora ci concentreremo su tutto il paese e vedremo come andrà, le previsioni comunque sono ottime! Il mercato Inglese è davvero il più competitivo e di alto profilo del mondo, ed è anche il mercato indicato per i nostri vini che se la giocano tutto sull’eleganza e la longevità cosa che gli inglesi da veri appassionati capiscono ed apprezzano, d’altronde Bordeaux l’hanno inventata loro…..

100 on Facebook

Logo di Facebook

E siamo arrivati a 100 membri sul nostro gruppo facebook, non sono molti ma per essere un gruppo partito in sordina ci sta dando delle piccole soddisfazioni. Qui lo potete vedere.

Le persone che si sono iscritte, infatti, non sono solo amici nostri, ma gente appassionata esclusivamente al vino che magari non ha mai neppure visto il nostro sito e vive quotidianamente Facebook.

Devo dire la verità che non ho mai creduto molto in FB per la nostra azienda dato che ho sempre spinto il blog come forma di comunicazione diretta, senza frontiere ed informale, una comunicazione molto basica dove l’azienda si racconta.
Facebook è tutta un’altra cosa mi chiedo come potremmo sfruttare al meglio questo tipo di strumento, penso che giustamente si possa utilizzare per comunicare eventi e novità. So di fanpage molto partecipate e di grande successo come quella de il Mosnel che va a gonfie vele.

Adesso ci metteremo anche noi a pensare a come esprimerci al meglio in questa differente prospettiva di internet, comunque per me il primo amore, il nostro blog, rimane sempre lo strumento che preferisco e non credo che FB riuscirà a sostituirlo…..vedremo, comunque se avete dei consigli siamo tutt’orecchi.

I nostri bambini…

TSL_2007_Products_003

Dopo l’imbottigliamento del San Leonardo 2005 è venuto il momento di tappare anche i “nostri bambini” come li chiamiamo scherzando in  azienda. In Questi ultimi anni abbiamo continuato ad avere un aumento di richieste di grandi formati dato che molti li considerano il Sancta Santorum per l’invecchiamento dei grandi vini. Da parte nostra ne stiamo mettendo da parte sempre di più per riuscire a sostenere la domanda di vecchie annate che arrivano in azineda. Delle ultime annate di San Leonardo come per esempio il 2001/ 2003 / 2004 abbiamo messo da parte 4 / 5000 bottiglie  per il futuro, speriamo che bastino.

Tenuta San Leonardo 2007

Per quanto riguarda i grandi formati abbiamo imbottigliato 300 x 3 litri, 48 x 6 litri e 48 x 9 litri, in modo da poter creare un grande archivio anche di queste “grandi” bottiglie

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Wine Dogs

Mi è arrivato proprio oggi un bellissimo ma sopra tutto divertentissimo libro su i cani che popolano le cantine italiane. Vi sono fotografati anche i nostri: Boris il vecchio Chow Chow di mio padre,  Jago e Winnie i due pastori tedeschi a pelo lungo che vivono nella vecchia corte dell’azienda. Un piccolo tributo a questi grandi amici che ti sorridono (a modo loro) sempre e comunque e ti regalano momenti indimenticabili anche se l’annata non è perfetta!

Meglio il vino della Borsa?

A priori sono assolutamente convinto che il vino renda…..più felici della Borsa, sopra tutto in questi giorni, ma ora il Giornale pubblica un’interessante articolo che vi ripropongo qui dove descrive le incredibili performance finanziarie di alcune etichette che in epoca di crisi diventano dei beni rifugio. Una cosa interessante certamente non nuova alle orecchie di quelli che bazzicano il mondo del vino ma che potrà sicuramente interessare a quei risparmiatori e/o investitori gourmand, basti guardare l’incredibile aumento delle aste di vini pregiati cresciute a dismisura negli ultimi 5 anni con rendimenti da capogiro.

Siamo contenti che nella pagine ci fosse anche la foto del nostro San Leonardo 2001 bellissima annata che sicuramente darà ancora di più di quello che è riuscita sino ad oggi, tra 10 anni sarà un gioiello.

La cosa di cui siamo assolutamente convinti è che la longevità di un vino sia uno dei parametri fondamentali del valore di un vino che deve evolversi su un arco molto lungo di tempo. Forse è per questo che i valori, in termini esclusivamente monetari, delle grandi bottiglie francesi sono ancora così lontani da quelli delle bottiglie Italiane che forse peccano di giovinezza e di invecchiamenti alle volte troppo precoci, forse a causa del clima decisamente più caldo? Cosa ne pensate?

il-giornale

Tappo a vite anche per i grandi vini?

Ho letto questo interessante articolo del daily Telegraph, ripreso anche da Vino24, che vi ripropongo qui.

Anche noi stiamo guardando con interesse a questo modo di tappare le bottiglie importanti, quelle che possono invecchiare per almeno 20 o 30 anni. Infatti una delle più grandi qualità del San Leonardo è proprio la sua fantastica longevità e per proteggerla siamo sempre alla ricerca dei migliori sugheri. E’ da qualche tempo che parliamo con alcuni autorevoli colleghi francesi ed italiani proprio su questo problema e siamo sempre con l’orecchio teso ad ascoltare cosa ne pensano i produttori che fanno il grande passo.

Personalmente credo che sia un modo straordinario per tappare le bottiglie di media qualità che non sono create per invecchiare molti anni e per tutti quei vini di pronta beva.

Ma vuoi mettere stappare, con il suo bel rituale, una grande bottiglia senza la scommessa e l’attesa di vedere com’è invecchiata……?

Forse noi siamo un pò troppo romantici ma il vino lo si fà e lo si beve anche con un pò di poesia….no? E poi piacciono molto anche al nostro cane Barrique!