NUOVA RICETTA CON IL SAN LEONARDO

 Pubblichiamo oggi un’ottima ricetta suggeritaci dall’esperto staff di cucina della Trattoria Falconi di Ponteranica, in provincia di Bergamo. Questa pietanza prelibata a base di filetto e di porcini si accompagna perfettamente con il nostro San Leonardo che in questa ricetta viene utilizzato sia nella preparazione sia nell’abbinamento al piatto.

 

TRATTORIA FALCONI

La Trattoria Falconi 

FILETTO TARTARUGA AL SAN LEONARDO 2003

 Ingredienti

250 g di filetto di Razza Chianina

50/70 g di formaggio Branzi (due fette)

Una cappella di Porcino (della dimensione del filetto) con la rispettiva gamba

(per la decorazione)

120 cl di San Leonardo 2003 – Marchese Carlo Guerrieri Gonzaga (un bicchiere)

Burro (q.b.)

Olio extra vergine di oliva

Farina bianca (q.b.)

Un pizzico di sale

 Preparazione

Preriscaldare in un tegame una noce di burro e un filo d’olio facendo rosolare il filetto precedentemente infarinato per 3-4 minuti, togliere il filetto, fatelo riposare (tenendolo al caldo). Procedete a rosolare la cappella  e il gambo del porcino (un minuto circa), togliere il fungo, eliminare il residuo grasso dal tegame, aggiungere il bicchiere di San Leonardo 2003, sale, (tirare la salsa), preparare un piatto e aggiungere tre quarti di salsa, il filetto, adagiare sopra le due fette di branzi, la cappella di porcino, coprire con il resto della salsa e passare in forno per 1 minuto circa a 180 gradi (utilizzare il gambo del porcino per creare le gambe di tartaruga), servire con polenta fresca.

 Abbinare con

San Leonardo 2001 – Marchese Carlo Guerrieri Gonzaga

Pianeta Burde

La scorsa settimana assime a mia moglie Ilaria siamo andati a Capalbio. Sull’appennino abbiamo cominciato ad aver fame e quindi stavo già consultando la mia guida Fuori Casello per cercare un ristorantino. Non conoscete la guida Fuori Casello edita dai fratelli Longo? E’ una piccola bibbia per i viaggiatori che percorrono le autostrade Italiane, seleziona infatti tutti quei ristoranti degni di nota ad appena 5 minuti, al massimo, dal casello autostradale qui la potete trovare. E’ davvero un ottimo acquisto per quelli che come fanno migliaia e migliaia di Km all’anno sopratutto in autostrada. Comunque tornando al nostro viaggio mi è venuto in mente Andrea Gori ed il suo famoso ristorante Da Burde e dunque mi son diretto là al volo!

Ad appena 5 minuti dal casello di Firenze Nord sono arrivato a casa di Andrea, da Burde per l’apunto. Qui trovate le indicazioni per raggiungerlo.

Questo ristorante è davvero un mondo a cominciare dalla caffetteria, enoteca ed alimentari in stile rustico,uno di quei posti che son lì da sempre.

Il ristorante è composto da tanti ambienti diversi e gentilemte Andrea ce lo ha fatto visitare tutto compresa la sala dove conduce le sue storiche degustazioni che possiamo ritrovare descritte nel suo visitatissimo e aggiornatissimo Blog Vino Da Burde. Siamo finiti a mangiare in una saletta davvero molto bella tutta tappezzata da una vecchia boiserie di inizio 900 recuperata dallo Zio artista di Andrea ed adattata magistralmente a questa saletta, eccovi una foto.

Abbiamo mangiato benissimo ovviamente in puro stile toscano a cominciare dagli splendidi crostini ai fegatini per poi proseguire con una finocchiona biologica

per proseguire con una degustazione di zuppe

e poi un’ottimo fegato al lardo , mentre mia moglie ha mangiato il baccalà alla fiorentina. Ovviamente mi sono lascito guidare sui vini da Andrea che mi ha fatto assaggiare un perfetto Chianti Classico di Ormanni e poi una Syrah di Podere Castagno

buona ma per me abituato ai vini più nordici era un pò troppo concentrata, abbiamo poi terminato con un grande Vin Santo di Capezzana.

Il gran finale? un’ottima schiacciata all’uva che ha vinto il premi come migliore di tutta Firenze qui vi rimando al post di Andrea che ne racconta la storia con molta più precisione di me.

Insomma davvero una bellissima visita di cui potrei scrivere molto molto più a lungo dato che Da Burde è davvero un piccolo mondo con una bella famiglia unita che vi lavora dentro con passione da anni e vi assicuro che si respira in ogni angolo del ristorante e poi è l’unica trattoria al mondo 2.0 vuoi mettere!!!

Ciao Andrea e grazie.

Dal Pescatore

Ristorante dal Pescatore, Canneto sull'Oglio, Italia

La scorsa settimana siamo andati Dal Pescator il “mitico” e così bisogna definirlo ristorante a Canneto sull’Oglio. E’ un rituale per la nostra famiglia riunirsi  in questo meraviglioso ristorante una volta l’anno e di solito lo facciamo verso la fine di Ottobre. Come sempre abbiamo mangiato divinamente bene vi elecherò qui il menù che il sottoscritto si è regalato e che era davvero fantastico.

Oltre alla classica flute di champagne con sfoglie di parmiggiano ci sono stati offerti dei meravigliosi chiodini fritti, una vera delizia per questo fungo che si presta davvero bene a questo tipo di cottura.

Abbiamo poi proseguito con un’ottima crema di zucca e poi come vero e proprio antipasto mi sono deliziato il palato con dei porcini d’autunno e Fegato di Vitello al burro e rosmarino che si scioglievano in bocca.

Come primo ho assaggiato una pasta che direi memorabile e che sicuramente riprenderò il prossimo anno tanto mi è  piaciuta: Occhi di Lupo al ripieno di Oca Bianca, con Tartufo Nero e salsa al sedano rapa, indimenticabile!

Per secondo il Petto d’Anatra salsa all’Aceto Balsamico tradizionale di Modena e mostarda di frutta, anche questo piatto era perfetto con una cottura magistrale.

Per finire ho deciso di assaggiare la piccola pâtisserie che era davvero ottima.

Per quanto riguarda i vini abbiamo deciso di deliziarci con un grande produttore francese il Domain Jean-Françoise Coche Dury con il suo splendido Mesault 2003 davvero inebriante ed un piacevolissimo Pommard. Entrambi vini di grande eleganza e bevibilità e freschezza.

E quindi tanti complimenti alla famiglia, Santini che con passione ed amore manda avanti una delle più “buone imprese di famiglia” Italiane e che ci da lustro in tutto il mondo.

Vi allego qui la prima Gazzetta di San Leonardo che veniva inaugurata proprio con un articolo sul Pecatore e che ne racconta uno spaccato lungo quattro generazioni.

A proposito, stiamo uscendo con il numero di Natale se qualcuno di voi è interessato a riceverla per posta ce lo faccia sapere!

Prima pagina - Gazzetta San Leonardo - Anno 0 - N°1 - Dicembre 2006

 

Orèstorante una perla nel mare

 Questo fine settimana sono passato per la bella isola di Ponza, un vero paradiso per gli amanti del mare. Ovviamente era impensabile non andare a mangiare dal famoso Orèstorante il più rinomato locale delle isole Pontine.

 

Cominciamo col dire che il posto è davvero meraviglioso con le sue terrazze a sbalzo sul mare, carinamente ci era stato riservato il tavolo più speciale e bello di Orèstorante ma direi uno dei più bei tavoli del Tirreno!

Infatti questo tavolino romantico posto nell’angolo più esterno della terrazza da la sensazione di trovarsi in mare, ma è difficile spiegarlo, e quindi se passate di qui andate a provarlo, ma mi raccomando, prenotate con grandissimo anticipo dato che è davvero difficile, o quasi impossibile, trovarlo libero. Abbiamo mangiato meravigliosamente bene con un antipasto di crudo, un misto di orate gamberi e spada tutto rigorosamente pescato in giornata e dal mare che ci circonda e poi abbiamo proseguito con altri piatti davvero speciali come i Gamberoni in pasta Kataifi serviti con la maionese di riccio,

i

ed un’orata che penso mi sognerò a lungo per quanto era fresca e delicata.

Dato che era un’occasione speciale ci siamo anche regalati una bella bottiglia di Chassagne Monrachet Abbaye de Morgeot 2001 di Louis Jadot, davvero ottima ma ancora un pò giovane.

Ma la cosa più incantevole di Orestorante sono i proprietari Orèste e Valentina che con la loro calorosa accoglienza ci hanno regalato una magnifica serata e ci hanno fatto vedere la loro meravigliosa cantina scavata tutta nella roccia che si divincola nelle profondità dell’isola sino al mare.

Quello che è custodito in questi meandri è una favolosa collezione di vini stranieri ed Italiani, tra cui con mia grande soddisfazione anche il San Leonardo in ben due annate ed il Villa Gresti. Straordinario è anche il rapporto qualità prezzo della carta vini e quindi vale davvero la pena spazziarci dentro per assaggiarne delle vere e proprie chicche. La ciliegina sulla torta è stato un bellisimo ed apprezzatissimo regalo, una bottiglia di Pelorus di Cloudy Bay del 94 che Valentina essendo metà NeoZelandese ci ha voluto regalare.

E’ stata davvero un bellissima serata e quindi, Valentina ed Oreste grazie di questa meravigliosa esperienza speriamo di tornare presto a trovarvi a Orèstorante.

PS: per rendervi davvero conto di che cosa è l’accoglienza di Orèstorante leggete qui sotto il motto di Orèste e sono sicuro che ve ne farete un’idea.

Ecco il motto del Oreste…….

“Caro lettore, ecco la prima e più gustosa delle ricette che ti proporrò:

vivere al mare,
andare in barca almeno una volta al giorno,
andare spesso a pesca,
essere sempre attorniato da molti amici,
una moglie amorevole,
una figlia magnifica,
elargire un sorriso a ogni sguardo che si incrocia,
avere la capacità di ridere, e se la sorte vi riserverà il pregio di vivere su un’isola fantastica come Ponza, come è accaduto a me, potreste sentire la vocazione di trasmettere attraverso il cibo la gioia di vivere…”

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Al Mas de la Fam risotto ai germogli di vite.

Qualche sera fa sono andato a mangiare in posto davvero piacevole nei dintorni di Trento, per l’esattezza poco fuori Ravina.

Il Mas de la Fam, così si chiama il ristorante, è un vecchio maso completamente ristrutturato da Luca Boscheri, che con grande passione e la sapiente mano dell’architetto Alessandro Passardi, è riuscito a dare nuova vita e senz’altro una veste insolita a questo antico maso che era bruciato decine di anni fa. 

Mentre la struttura all’esterno, attraverso un attento restauro, è rimasta quella di un tempo arricchita solamente da una illuminazione d’effetto, l’interno è stato completamente rimodellato ed ogni ambiente ha una sua personalità ed originalità, da vedere è sicuramente il bellissimo bancone costruito con le bottiglie di vino.

Ma passiamo ora al mangiare, con mia grande sorpresa Luca ci ha fatto arrivare in tavola uno splendido risotto ai germogli……….. di vite! 

Non so voi, ma io non ero al corrente dell’esistenza di quest’antica ricetta che ci ha folgorati con i suoi sapori decisi ma eleganti, insomma una vera esperienza del palato perfettamente accompagnata da un’ottimo  Quaron, il Muller del Borgo dei Posseri, grazie Luca per averci sorpreso con la tradizione.

Ed ora parliamo della cantina che è senza dubbio ben fornita e per nulla scontata e con mia grande soddisfazione vi ho anche trovato il nostro San Leonardo in svariate annate. 

Insomma proprio una bella serata passato con gli amici che si è rivelata piena di sorprese.

Qui sotto vi ho messo una piccola selezione di foto del famoso risotto ai germogli di vite con Luca Boscheri ed il suo chef in cucina che con grande simpatia ha voluto ricreare il piatto per i miei occhi e per la mia fotocamera.

Buon appetito!