L’antico mestiere del potatore.

 

potatura vigna

Chi ha conosciuto i vecchi potatori della civiltà contadina, sa che seguivano un loro rito millenario: si fermavano un attimo davanti ad ogni vite; la guardavano con attenzione; aprivano con essa un silenzioso colloquio e quindi intervenivano secondo le esigenze della vite stessa. Quei potatori non esistono più! La meccanizzazione entrò nei vigneti per sopperire alla mancanza di mano d’opera che ormai, da molti anni, arriva da altri paesi. Gente volonterosa, ma che spesso vede la vite per la prima volta e non ne conosce il linguaggio. 

Le potature si sono fatte invasive, infliggendo alla vite ferite alle quali non è in grado si reagire in maniera completa, esponendola in tal modo alle malattie del legno. Marco e Pierpaolo sono partiti da queste constatazioni nel varare il loro benemerito progetto. Bisognava applicare alla vite i medesimi criteri della medicina preventiva: invecchiare bene ci consente una miglior qualità della vita ed inoltre permette enormi risparmi sociali (meno cure, medicine, ricoveri in ospedale). Hanno compreso che se si vuole portare la vite alla longevità, bisogna intervenire fin dalla sua “infanzia”. Nelle aziende che seguono in tutt’Italia tengono, quindi, anche dei corsi di potatura col loro metodo, rivalutando e dando,in tal modo, dignità ad un mestiere: è infatti nelle sue mani del potatore che sta il futuro della vita del vigneto e della qualità del vino. 

A marco e Pierpaolo va ascritto il merito di aver ideato ed aperto le prime scuole di potatura d’Italia. Una svoltasi a Castelnuovo Berardenga, azienda San Felice nel cuore del Chianti Classico. L’altra appena conclusasi presso la Facoltà di Scienze gastronomiche di Pollenzo.

Sì: Marco e Pierpaolo hanno preso la saggezza del passato, applicandola al presente. Una  potatura errata limita nel tempo l’afflusso della linfa e degli elaborati che, alla fine, provoca danni irreparabili come la perdita di qualità dell’uva prima e una morte della vite stessa in età ancora giovane. Aumentando, tra l’altro, i costi di gestione. Da qui la loro parola d’ordine: prevenire le malattie.

We’re changing name….(cambiamo nome)

Tra una settimana apriremo il nostro blog nella versione Inglese, grazie al plugin di Word Press  la piattaforma su cui si basa questo blog, ed assieme a Sergio Venturetti di Evoluzione Telematica, la nostra agenzia internet, ci siamo posti il problema del nome. La soluzione è stata invertire i nomi esistenti e da oggi Qui Bene Bibit il blog della Tenuta San Leonardo diventa San Leonardo’s Blog (Qui Bene Bibit). In effetti ad un Coreano Qui Bene Bibit non ha, a meno che non abbiamo studiato il Latino, nessun significato.

Quando abbiamo iniziato la nostra avventura in vesti di “blogger” un anno fa non ci eravamo posti il problema ma aprendo il nostro blog a tutti i nostri appassionati residenti all’estero abbiamo dovuto prendere una decisione. Ad oggi i nostri vini vengono distribuiti in 46 paesi ed il nostro fatturato si basa per il 75% sull’estero e quindi il blog diventa uno straordinario strumento di comunicazione non solo con gli appassionati ma anche con tutta la nostra forza vendita, perchè i primi ambasciatori sono proprio loro. Non ho mai fatto il conteggio di quante persone vendano il San Leonardo in giro per il mondo ma avendo più di 50 importatori stimo che siano almeno 1500/2000 e tenerle aggiornate sulla nostra azienda diventa un dovere, specie in questi tempi di comunicazioni così aggressive da parte di moltissime aziende, e se si può farlo in maniera più divertente, rilassata e speriamo appassionante molto meglio no?!

Ho dato un’occhiata in questi giorni a molti blog internazionali anche per farmi venire in mente qualche idea su come cambiare il nome, e devo dire che con grande tristezza ho notato come i nostri blog “Italiani” siano asolutamente snobbati. A parte pochissimi nomi come quelli di di Ziliani  VinoalVino  e di Gori DaBurde che si possono trovare nei blog roll internazionali gli altri sembrano non esistere, per non parlare poi di quelli delle aziende che sono assolutamente  assenti forse proprio per il problema della lingua e quindi spero che altri colleghi prendano la decisione, ahimè un pò onerosa e faticosa, di tradurre i loro blog nella lingua di tutti cioè l’inglese, di modo che l’Italia bloggante sia più forte e si guadagni il posto che gli spetta. Ovviamente noi ci siamo appoggiati ad uno studio esterno anche perchè il tempo è sempre poco, l’azienda si chiama Traduzioni Liquide, il nome fa ben sperare e vedremo come riusciranno a tradurre mantenendo un linguaggio familiare insomma da blogger.

E’ impressionante constatare quante realtà australiane, neozelandesi, americane etc… stiano comunicando in maniera così incisiva attraverso la rete e noi ci chiudiamo nel nostro cortile di casa a scambiarci commenti e idee per quanto interessanti però sempre e solo tra di noi. Non voglio assolutamente far polemica anche perchè non è nel nostro stile ma spero che altre aziende come la nostra raccontino del loro pezzo d’Italia perchè del nostro paese sui blog internazionali se ne parla davvero troppo poco e invece questo è il momento di fare squadra e raccontare delle bellezze e delle bontà della nostra terra e di attirare l’attenzione sul belpaese e magari di sgraffignare un pò di quote di mercato ai nostri “nemici”.

E quindi a tutti i blogger che hanno voluto aggiungere Qui Bene Bibit nel loro blog roll in passato chiedo cortesemente se possono cambiargli il nome da Qui Bene Bibit in San Leonardo’s Blog

Grazie!

Qui Bene Bibit compie un anno

Quasi mi dimenticavo, ormai siamo aperti da un anno. Ebbene sì Qui Bene Bibit il nostro blog festeggia il suo primo compleanno, con qualche giorno di ritardo in verità era infatti il 13 Marzo 2008 quando abbiamo lanciato il nostro blog eccovi il nostro primo post. Questo strumento ci sta dando grandi soddisfazioni, abbiamo deciso di utilizzarlo come voce narrante della nostra vita aziendale. Pensiamo che i nostri appassionati lettori vogliano sapere da noi, in qualità di produttori, come si crea un vino e più precisamente il San Leonardo e quindi il lavoro i progetti e gli sforzi dietro questo prodotto.

Quest’anno vi abbiamo raccontato dei nostri nuovi impianti delle vinificazioni nelle nostre cantine e di come ci occupiamo delle nostre vigne, abbiamo raggiunto 21.000 visite e di questo siamo davvero contenti ma questo è solo l’inizio, siamo pieni di idee per il nostro secondo anno di vita a cominciare dal Blog in Inglese che farà la sua comparsa tra qualche settimana e con cui contiamo di comunicare con i 46 paesi dove è presente il nostro vino e con tutti i nostri appassionati che non parlano l’Italiano. E poi continueremo a parlarvi sopratutto della nostra terra e della nostra tenuta e di tutti i suoi abitanti, animali compresi.

E quindi un grazie a tutti voi che ci leggete con passione e avanti!

al Vinitaly 2009

Eccoci al Vinitaly 2009, per noi è la 25ma edizione, se volete venirci a trovare per bere un bicchiere di San Leonardo 2004 o di Villa Gresti 2005 siamo al Pad 7 stand D5. Vi aspettiamo