
Alla ricerca dell’eterna giovinezza.
Marco Simonit e Pierpaolo Sirch – assieme alla loro equipe che conta, in totale, otto persone – hanno messo a punto un metodo di potatura che ha come obbiettivo di far raggiungere alle viti una felice vecchiaia, il che vuol dire farle vivere in salute per almeno cinquant’anni. Il loro metodo – che consiste essenzialmente nel potare sempre sul legno giovane – ha molteplici vantaggi:
- in primis: prevenire le malattie del legno che, come una pandemia, stanno massacrando i vigneti;
- recuperare una filosofia di gestione del vigneto stesso, in parte abbandonata, che dava valore alle viti vecchie, come afferma l’antico proverbio contadino: “ la vite vecchia fa buon vino”. Al quale noi vorremmo aggiungere che può anche aiutare la viticoltura del futuro;
- ridurre i costi di gestione che, col loro metodo, scendono mediamente del 30 %, con punte del 50;
- recuperare un mestiere che si sta perdendo, ossia quello dei potatori.
In questi giorni hanno dato il via ad una iniziativa di enorme importanza che, va sottolineato, parte da un gruppo privato come è quello di Simonit & Sirch: collaborare con due importantissime università italiane per approfondire, con esse, gli effetti del loro metodo sulle piante, sia dal punto di vista fisiologico che patologico. A Corno di Rosazzo, sede della Simonit & Sirch, sono arrivati due professori di riconosciuto livello internazionale: la professoressa Laura Mugnai – ordinaria, presso l’Università di Firenze, del corso di patologia delle viti, corso di laurea di viticoltura ed enologia nonché, dal 2002, presidente e membro fondatore dell’International Council of grape wine trunk diseases, al quale aderiscono ricercatori di 22 paesi del mondo viticolo – e il professor Attilio Scienza, ordinario di viticoltura e presidente del corso di laurea di viticoltura ed enologia presso l’Università di Milano. Assieme a Marco Simonit e Pierpaolo Sirch, condurranno una sperimentazione a lungo termine – prima e unica iniziativa del genere in Italia – su vigneti sparsi in cinque importanti aree viticole italiane: Friuli Venezia Giulia, Franciacorta, Piemonte, Toscana e Sicilia. Laura Mugnai seguirà l’aspetto patologico, mentre Attilio Scienza quello fisiologico. Questo lavoro dei due agronomi friulani darà ai vignaioli delle risposte concrete – e non empiriche – ad un problema che si sta facendo drammatico: quello delle malattie del legno della vite (mal dell’esca, eutipiosi…).
Il Friuli è stato un attore fondamentale nel rinascimento del vino italiano, sbocciato alla fine degli anni Sessanta. Qui è nato il vivaismo (il 25 % delle barbatelle del mondo sono friulane), ora Simonit & Sirch stanno regalando ai nostri futuri vigneti il segreto dell’eterna giovinezza.