San Leonardo per la terza volta di fila nella Guida delle Guide

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Il 2009 si presenta come un anno ricco di successo e di gratificazioni per il San Leonardo 2004 In Italia, ha raggiunto l’eccellenza su tutte le 5 più importanti guide enologiche del nostro paese conquistando i Tre Bicchieri del Gambero Rosso, i Cinque Grappoli dell’Associazione Italiana Sommelier, l’attribuzione dell’Eccellenza  della Guida de l’Espresso, le Tre Stelle della Guida di Veronelli e l’inserimento nell’Annuario dei migliori vini italiani di Luca Maroni, tanto da essere collocato tra i sei vini migliori dell’anno.

A dirlo è la Guida delle guide dei vini 2009, il vademecum per eccellenza della produzione vinicola nazionale, edito ogni anno dalla rivista “Civiltà del bere” diretta da Pino Khail. Leggi »

Gazzetta di San Leonardo – Anno 4 n. 7 – Marzo 2009

Ecco l’ultimo numero della nostra “Gazzetta di San Leonardo” in formato elettronico per poterla sfogliare on line. 

Ricordiamo che chi volesse riceverla in versione cartacea può scriverci a: gazzetta@sanleonardo.it e saremo felici di abbonarlo alla nostra rivista.  Buona lettura!

 

Gazzetta di San Leonardo – 03/2009

Ma chi sono i nuovi mastri potatori a San Leonardo?

Alla ricerca dell’eterna giovinezza. 

Marco Simonit e Pierpaolo Sirch – assieme alla loro equipe che conta, in totale, otto persone – hanno messo a punto un metodo di potatura che ha come obbiettivo di far raggiungere alle viti una felice vecchiaia, il che vuol dire farle vivere in salute per almeno cinquant’anni. Il loro metodo – che consiste essenzialmente nel potare sempre sul legno giovane – ha molteplici vantaggi: 

- in primis: prevenire le malattie del legno che, come una pandemia, stanno massacrando i vigneti;

- recuperare una filosofia di gestione del vigneto stesso, in parte abbandonata, che dava valore alle viti vecchie, come afferma l’antico proverbio contadino: “ la vite vecchia fa buon vino”. Al quale noi vorremmo aggiungere che può anche aiutare la viticoltura del futuro;

- ridurre i costi di gestione che, col loro metodo, scendono mediamente del 30 %, con punte del 50;

- recuperare un mestiere che si sta perdendo, ossia quello dei potatori.

In questi giorni hanno dato il via ad una iniziativa di enorme importanza che, va sottolineato, parte da un gruppo privato come è quello di Simonit & Sirch: collaborare con due importantissime università italiane per approfondire, con esse, gli effetti del loro metodo sulle piante, sia dal punto di vista fisiologico che patologico. A Corno di Rosazzo, sede della Simonit & Sirch, sono arrivati due professori di riconosciuto livello internazionale: la professoressa Laura Mugnai – ordinaria, presso l’Università di Firenze, del corso di patologia delle viti, corso di laurea di viticoltura ed enologia nonché, dal 2002, presidente e membro fondatore dell’International Council of grape wine trunk diseases, al quale aderiscono ricercatori di 22 paesi del mondo viticolo – e il professor Attilio Scienza, ordinario di viticoltura e presidente del corso di laurea di viticoltura ed enologia presso l’Università di Milano. Assieme a Marco Simonit e Pierpaolo Sirch, condurranno una sperimentazione a lungo termine – prima e unica iniziativa del genere in Italia – su vigneti sparsi in cinque importanti aree viticole italiane: Friuli Venezia Giulia, Franciacorta, Piemonte, Toscana e Sicilia. Laura Mugnai seguirà l’aspetto patologico, mentre Attilio Scienza quello fisiologico. Questo lavoro dei due agronomi friulani darà ai vignaioli delle risposte concrete – e non empiriche – ad un problema che si sta facendo drammatico: quello delle malattie del legno della vite (mal dell’esca, eutipiosi…). 

Il Friuli è stato un attore fondamentale nel rinascimento del vino italiano, sbocciato alla fine degli anni Sessanta. Qui è nato il vivaismo (il 25 % delle barbatelle del mondo sono friulane), ora Simonit & Sirch stanno regalando ai nostri futuri vigneti il segreto dell’eterna giovinezza.

Com’è andata Da Burde ?

E’ passato già qualche giorno dalla nostra verticale Da Burde ma il ricordo è vivissimo e piacevole.

La serata è stata davvero divertente condotta da Andrea Gori con grande abilità attraverso un precorso temporale di 7 annate del nostro San Leonardo. Abbiamo iniziato dal più giovane il 2004 poi il 2003, 2001, 1999, 1997, 1996 per arrivare al 1993 e terminare poi con la nostra Grappa Stravecchia, la platea se così si può chiamare era formata da veri appassionati radunati da Andrea, eravamo più di 40 e spero davvero che siamo riusciti ad appassionarli al nostro lavoro. Con me c’era anche Sergio Venturetti uno dei soci di Evoluzione Telematica, l’agenzia che si occupa del sito di San Leonardo a cui mancava ancora l’esperienza di una verticale del nostro vino. Insomma proprio una bella serata raccontata in lungo e in largo da Andrea sul suo mitico blog. 

Ciao Andrea e grazie per questa bella esperienza nella vostra storica osteria, ora ti aspettiamo da noi in azienda.

Qui sotto vi ho messo uno dei vari video realizzati da Andrea durante la serata.