Foursquare!

Da oggi ci trovate su foursquare!

Questo social network ci piace moltissimo ed è sicuramente una delle cose che cambierà il nostro modo di spostarci di viaggiare ed il modo di darci appuntamenti in giro. Avremo l’opportunità di non sentirci disorientati quando saremo in viaggio in terre sconosciute e con una semplice app che si scarica sul proprio cellulare avremo l’opportunità di trovare ciò che stiamo cercando. Un pò esagerata la loro definizione “find happiness around the corner” certo è che se trovate un buon bicchiere di vino dietro l’angolo c’è anche la possibilità che poco più in là troviate la felicità…!

Qui c’è una bellissima slide show realizzata da Howcast che come sempre sintetizza in pochi divertenti disegni il succo di questa nuova piattaforma che sicuramente avrà dei risvolti che superano la nostra immaginazione. Quindi se passate dalle nostre parti con foursquare sarà impossibile non trovarci, a presto.

Eccoci qui

A proposito di Petit Verdot

Qualche giorno fà stati a vedere un campo di Petit Verdot che abbiamo piantato due anni fà e quindi questo è il suo primo anno produttivo, come si dice in gergo è alla sua ” terza foglia”. Il campo su cui hanno trovato dimora queste vigne era fino a pochi anni fà un bosco.

A dir la verità quando lo abbiamo lavorato per renderlo piantabile, macinando i sassi più grossi, avevamo qualche dubbio sulla sua fertilità perchè nel primo anno non era spuntato neanche un fil d’erba….. sembrava una pietraia sterile.

Qui potete vedere un mio vecchio post con la storia di questo vigneto e tutte le foto dei lavori.

Oggi abbiamo il problema opposto questo vigneto è d’una vigoria incredibile e le piante, come potete vedere dalle foto, sono letteralmente esplose!!!

Siamo dovuti correre ai ripari e cercare di diminuirne la loro vigoria tagliando i tralci più bassi e cercando di limitare la “produzione” di foglie. Questo lo si è fatto anche per cercar di lasciare più energia alle piante da dedicare alla maturazione delle uve.

La cosa più interessante da notare è stata che nella parte più povera del campo, quella più sassosa per intenderci, le vigne hanno prodotto meno foglie ma l’uva sui tralci ha già raggiunto l’invaiatura,

mentre nella parte più grassa del terreno, quella con maggior terriccio, le piante si sono dedicate a “produrre” foglie, qui vedete che l’uva non ha ancora invaiato completamente.

Comunque sono casi  che si verificano spesso nei campi che avevano colture diverse fino a poco tempo prima dell’impianto della vigna. La situazione si stabilirà e omogenizzerà negli anni.

Ciò dimostra ancora una volta che molte delle varietà bordolesi, eccetto per il Merlot, prediligono i terreni sciolti ghiaiosi e fortemente drenanti dai quali è possibile produrre vini di grande carattere ed eleganza.

Passeggiando tra le vigne d’un Agosto piovoso

Siamo ancora molto indietro con la maturazione dei grappoli, direi due buone settimane rispetto all’anno scorso e molti acini non hanno nemmeno finito l’invaiatura, colpa delle ultime piovose settimane.

L’uva comunque appare sana ed il vigneto in genere anche, peccato per il proliferarte del mal dell’esca che come al solito in questo periodo esce allo scoperto.

Da notare che le vigne stanno “assimilando” il nuovo sistema di potatura di Simonit e Sirch ed i tralci appaiono sempre più omogenei e di coseuenza l’uva raggiungerà una maturazione anch’essa più omogenea. Eccovi qui un piccolo video girato qui in azienda che spiega a grandi linee questo metodo.

Sentimo già gridare ad alta voce sui giornali e sulla rete che sarà un’ottima annata, incredibile che ancora oggi si cada in questi tranelli infantili….

Il vino, per dire che è buono, bisogna prima farlo e forse sarebbe meglio gridar vittoria verso la fine di Ottobre o meglio ancora alla fine dell’anno, sempre che la vittoria ci sia intendiamoci. Per il momento facciamo una preghierina a San Leonardo che ci dia delle belle giornate con una grande escursione termica e poi si vedrà.

L’invaiatura ed altri fenomeni.

Finalmente è arrivata l’Invaiatura ossia il cambio di colore degli acini, cominciata nel Merlot si è già estesa, anche se con molta calma, anche al Cabernet. Il periodo è praticamente identico a quello dell’anno scorso. Ora sta piovendo, 24mm in soli 30 minuti!!!!. Questo è un gran bene anche perchè ce n’era davvero un gran bisogno, fortuantamente la primavera è stata così piovosa che la campagna non ha sofferto in maniera eccessiva questo mese e qualche giorno di siccità continuata

Camminando nelle vigne con il nostro direttore Luigino Tinelli abbiamo riscontrato ahimè anche qualche segno molto triste, qualche vigna se e è già andata a causa del Mal de L’esca.

Inoltre abbiamo scovato anche un piccolo segno di Peronospera cosa assolutamente non preoccupante data la minima estensione.

Vi è poi anche la fioritura delle femminelle, ossia di quei grappoli nati in un secondo momento che non arriveranno mai a completa maturazione.

Un tempo si “spigolavano” ossia si raccoglievano molto dopo la vendemmia per farne dei vini ad alto tasso zuccherino, godibili ma rustici. Oggi ahimè è una pratica meno presente dato il grande costo di ripassare tutte le vigne ed anche perchè essendo le produzioni davvero basse rispetto ad un tempo non vi sono quantità interessanti. Qui trovate una storia molto carina a questo riguardo.

Lavorare il sotto fila.

In questi giorni abbiamo fatto molte prove in vigna per trovare macchinari adatti a lavorare il sotto fila per eliminare il diserbo.

Non è facile trovare macchinari specifici che rispettino i vari terreno e dopo averne provati davvero tantissimi e di tutte le razze siamo approdati sull’ennesima macchina francese la Boiselet. Questo “porta attrezzo” ossia macchinario che riesce ad utilizzare differenti strumenti di lavoro diversi tra loro, ci ha quasi soddisfatti. Noi pensiamo che l’utilizzo delle varie “margherite” ossia quelle lame rotanti a svariati petali che smuovono il terreno, non sia la soluzione ideale al nostro tipo di terreno, ci sono troppi sassi e si rischia di ritrovarsi in un vigneto tutto buche, difficile da lavorare in seguito. Questo attrezzo cha abbiamo montato nelle foto è una semplicissima lama che va a tagliare la coteca del prato ossia la parte superficiale affondando la lama per pochi cm di profondità entrando e uscendo dal sotto fila e tagliando le radici del prato facendolo seccare.

Ovviamente è fondamentale trovare il periodo adatto perchè se piove il giorno dopo che si è fatto il lavoro, beh è totalmente sprecato… Vediamo se riusciremo ad implementarla su tutti i nostri terreni, lo studio per salvaguardare sempre di più la nostra terra va avanti e vi terrò aggiornati sulle nostre scelte.

San Leonardo: la lezione di Bordeaux

Civiltà del bere

Alcuni dei nostri millesimi d’annata sono stati presi in esame da Roger Sesto che dopo un’attenta degustazione verticale ha pubblicato i risultati sul sito www.civiltadelbere.com nella sezione “annate Storiche”.

Ecco la recensione integrale.

Questa magnifica tenuta di Avio (Trento) produce uno tra i più apprezzati e longevi tagli bordolesi della Penisola. Il patron, il marchese Carlo Guerrieri Gonzaga, ci racconta: «Nella nostra collezione di bottiglie abbiamo ben 19 annate che spesso portiamo in degustazione negli eventi più importanti. La nostra filosofia è di accantonare ogni anno un congruo numero di bottiglie, che è andato via via crescendo fino alle attuali 5 mila unità per ciascuna vendemmia». Domandiamo il perché di questa scelta lungimirante. «Per poter svolgere tante verticali nei 40 Paesi in cui esportiamo i nostri vini e soprattutto per alimentare quelle carte di ristoranti importanti che desiderano avere più annate in carta. Andare, per esempio, al George V di Parigi o Dal Pescatore a Canneto sull’Oglio (Mantova) e trovarsi una pagina dedicata a tante annate del proprio vino riempie di grande soddisfazione

Carlo Guerrieri GonzagaMa anche in cantina cerchiamo di venire incontro nel limite del possibile alle richieste degli appassionati, disposti a vendere sia pur piccoli quantitativi di numerosi millesimi delle nostre etichette». Ottimo; è questa la filosofia che auspichiamo venga applicata in un prossimo futuro da tutte le più prestigiose aziende italiane. Chiediamo di raccontarci di qualche annata in particolare: «La 1982 è la mia annata del cuore, dato che è quella del battesimo del San Leonardo. Dopo un ottimo 1985, il primo millesimo storico è stato però il 1988, tuttora fresco e pimpante, ancora ricco di frutto. Come non citare poi il 1990, profondo, vitale, suadente con i suoi ricordi di frutta secca. Sorprende l’equilibrio ancora in fieri del 1993, con quel suo magico rapporto acido-tannico. Il 1997 è oggi opulento, ricco di frutti scuri, appena tostato, concentrato, potente eppure grandemente elegante. Il 2001, con i suoi ricordi di piccoli frutti, il cuoio, la grafite, un tocco vegetale, incarna le caratteristiche dei migliori San Leonardo ancora in fase di pieno sviluppo: qualche anno d’attesa e sarà tra le migliori annate di sempre».